La lettera di un tifoso dell'Orvietana sull'incredulità sull'accordo per far rinascere la Ternana in Serie D...
La lettera di un tifoso dell'Orvietana che volentieri pubblichiamo. "Ho avuto la possibilità di seguire la squadra di Orvieto da una finestra delle palazzine dei Mutilati. Ricordo alcune facce, incitamenti particolari e, soprattutto, il numero di orvietani che sceglievano la partita di calcio quale sfogo domenicale. Roba d’altri tempi nei quali la voce “incasso” valeva tanto sui bilanci della Società. Pagare il biglietto era, quindi, un modo per tenere in vita la squadra del cuore quando il pallone era soltanto “la disfazione”, come diceva il sig. Stella detto . In squadra figuravano diversi militari che si allenavano il martedì (atletica) e il giovedì (partita) insieme a tutti gli altri. Ne scaturivano formazioni forti, continuamente rinnovate, il tutto a costi sostenibili. Il Consiglio era composto da numeri importanti, alcuni transitori, altri poi divenute figure importanti e simbolo della struttura. La città partecipava , come oggi, con tanti commissari tecnici ad animare le discussioni nei luoghi di ritrovo. Lo stadio, intitolato a un grande Presidente, Luigi Muzi, costruito nella piana del Paglia, dette il primo scossone all’amore degli orvietani per l’USO. Inutile tornare su questo, sta di fatto che, nel corso degli anni presenze fisiche e passione per i colori hanno subito un calo progressivo , difficile da arginare, salvo eventi di grandissimo interesse collettivo. La botta si riversò di riflesso sulla società, costretta a dare inizio alla ricerca di forme di finanziamento inusuali e diverse da quelle conosciute. Non un compito facile per presidenti e dirigenti succedutisi negli anni, accompagnato da qualche tonfo che aveva messo a rischio la sopravvivenza del Club. Senza contare, nel frattempo, il progressivo calo dei biglietti staccati. Fu questo, il motivo di sparizione della sigla USO, pertanto datata, rimodulata auspice il coraggio di tre imprenditori sottoscrissero un impegno importante. A distanza di qualche anno, limitandoci ai passaggi più significativi, toccò al Sindaco di allore, Stefano Cimicchi, rimettere insieme i cocci del vaso semi distrutto per arrivare al quasi ko all’inizio del terzo millennio. Domenico Pizzardi, capitano coraggioso, cercò di gestire una crisi molto dolorosa anche a causa di pendenze con Enti di riscossione e quant’altro. Fortunatamente intervenne la reazione della squadra con Roberto Borrello in panchina e Alvaro Arcipreti alla direzione sportiva. Nel periodo ecco l’ingresso di Roberto Biagioli, nominato V. Presidente che va a affiancare il Presidente di allora, Alessandro Paci. Si riparte dal basso per poi trovare un tracciato più pianeggiante quanto percorribile in quanto sostenuto dalle motivazioni e dall’impegno di chi è subentrato attraverso un piano economico-finanziario a largo respiro per sanare i debiti e l’introduzione di una gestione più imprenditoriale. Che non basta a ogni modo per tamponare la disaffezione degli orvietani a prendere, di domenica, la strada verso il Muzi. Roba, da togliere il piacere d’impegnarsi nella causa alle persone normali ma non a un Presidente “tignoso” qual si rivela Biagioli subentrato nel frattempo a Paci. Le tribune sono semivuote nonostante l’artificio delle numerose presenze di parenti e amici dei giocatori. Ciò nonostante, quello conclusosi nel 2011 è il periodo più lungo della permanenza dell’Orvietana in serie D come quello che trova Orvieto al centro dell’interesse nazionale per il calcio che conta. Infatti, Roberto Biagioli era riuscito a portare in biancorosso, Fabrizio Mortolini, nel ruolo di Direttore Generale. Un dirigente che dimostra di sapere e fare calcio oltre a essere bene introdotto nell’ambiente del calcio nazionale. Sempre disponibile, inoltre, a prestarsi quale mentore per i futuribili dirigenti in casa biancorossa. Lui non ne ha mai fatto cenno ma è certo che il suo impegno sia stato a titolo completamente gratuito. Il lavoro paga, come suol dirsi e dopo l’ultima retrocessione nei campionati regionali se ne intravedono i primi frutti. L’Orvietana, dopo un paio di tentativi, vince il campionato d’Eccellenza e torna in serie D. Contestualmente i campionati regionali giovanili diventano terreno di conquista per i ragazzi del settore giovanile. Quattro anni consecutivi nella quarta serie nazionale …. Biagioli, dopo ventidue anni, stante le problematiche derivanti dall’impossibilità di formare un gruppo dirigente coeso e disponibile per un impegno concreto a gestire la prossima stagione sportiva, avrebbe deciso di aderire all’offerta di Stefano Bandecchi, già Presidente della Ternana e attuale Sindaco di Terni, nonché residente della Provincia. Il condizionale è ancora valido non essendo stato messo nero su bianco. Chi leggerà queste righe considera la trattativa coerente con quanto affermato a più riprese nel recente passato e quindi un diritto del Presidente maturato nei ventidue anni di militanza oppure condanna il suo gesto?"