Allenatore di Promozione squalificato per sette mesi, ma il video lo scagiona: "Agirò nelle competenti sedi giudiziarie"
Interviene Leonardo Calzoni, tecnico del Piegaro, squalificato sino al 31 dicembre 2026 per fatti avvenuti al termine della gara dei playout di Promozione contro il Sangemini, ma dal cui video risulta invece estraneo. “Mi voglio doverosamente e sinceramente scusare per quanto accaduto nel finale della partita di domenica personalmente e a nome del Piegaro, la squadra che alleno. Mi riservo, dopo essermi consultato con il mio legale, di agire a tutela della mia immagine e professionalità nelle competenti sedi giudiziarie. Non posso accettare una ricostruzione dei fatti così come refertata dal direttore di gara in palese e clamorosa distonia con le immagini dei video della partita, immagini tra l’altro facilmente accessibili a chiunque. La visione anche poco attenta delle stesse permette di acclarare con facilità che quanto refertato dal direttore di gara non corrisponde al vero: non ho colpito un giocatore avversario con vari pugni alla testa e al volto; né per l’effetto il giocatore avversario in conseguenza della mia condotta è stato condotto in ospedale.
Non è accettabile né tollerabile una gestione del caso così superficiale e disattenta che ha portato alla redazione di un referto totalmente errato nella ricostruzione dell’accaduto, ricostruzione pertanto diffamatoria in quanto effettuato nella pacifica e piena consapevolezza che il referto stesso sarebbe stato parte integrante di un comunicato federale poi pubblicato e quindi consultabile da chiunque, oltre che divulgato, come prassi, dai vari organi di stampa. Sono nel mondo del calcio dilettantistico oramai da una vita, prima come calciatore e da oltre 32 anni come allenatore, alternando settori giovanili a prime squadre. Ho svolto soprattutto quest’ultimo ruolo sempre con grande passione, professionalità e correttezza. Domenica, culmine ed epilogo di una stagione sofferta, piena di inaspettate soddisfazioni nella prima parte e di tanta sofferenza nella parte finale, per qualche attimo mi sono fatto travolgere dalla situazione concitata che si era creata, ma mai e comunque avrei potuto porre in essere i comportamenti grevi e violenti descritti erroneamente nel referto, in conseguenza dei quali mi è stata comminata una tanto lunga quanto ingiusta squalifica che sarà oggetto di inevitabile ricorso presso gli organi federali competenti”.