"Il Quotidiano in Classe": successo per l’iniziativa sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno
Da oltre un decennio la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno sostiene il progetto didattico "Il Quotidiano in Classe", un’iniziativa ideata e promossa dall'Osservatorio for Independent Thinking di Firenze, una realtà leader in Italia nella formazione dei giovani all'informazione di qualità, fondata nel 2000 e oggi punto di riferimento per oltre due milioni di studenti coinvolti nel corso degli anni. Il contributo della Fondazione a questa iniziativa si pone il molteplice obiettivo di sviluppare la coscienza critica degli studenti, promuovere la cittadinanza attiva ed educare al confronto e al dibattito consapevole. Un investimento sul capitale umano delle nuove generazioni che la Fondazione considera prioritario nella propria missione territoriale. Il progetto si articola lungo tutto l'anno scolastico: le classi aderenti degli Istituti secondari superiori di Foligno ricevono con cadenza periodica, alcune tra le più autorevoli testate giornalistiche italiane accompagnate da strumenti didattici validati scientificamente, lezioni di formazione e incontri con giornalisti ed esperti. Il percorso culmina ogni anno nel mese di maggio in un evento pubblico conclusivo che valorizza il lavoro svolto e approfondisce temi di stretta attualità legati all'informazione.
Per l’anno scolastico 2025-2026, la Fondazione Carifol ha scelto di dedicare l’appuntamento conclusivo a un tema di assoluta rilevanza per le giovani generazioni: “Uso critico e responsabile dell’AI e delle tecnologie digitali: opportunità per nuove competenze”.
All’incontro — ospitato nella cornice dell’ex chiesa della SS. Trinità dell’Annunziata di Foligno — hanno partecipato una delegazione di circa cento studenti insieme ai loro docenti, ai rappresentanti dell’Osservatorio e alle autorità della Fondazione.
Dopo l’apertura dei lavori da parte del Segretario Generale della Fondazione Carifol, Cristiano Antonietti, che ha sottolineato l’impegno della Fondazione a sostegno dei giovani per una maggior senso di consapevolezza e responsabilità su argomenti di stringente attualità inerenti all’informazione, dai social network alle fake news fino all’Intelligenza Artificiale, ha preso la parola Pier Francesco Salvetti, responsabile della Relazioni Esterne dell’Osservatorio for Independent Thinking che ha sottolineato come l’appuntamento annuale di maggio rappresenti un’occasione irrinunciabile per riflettere sulle trasformazioni dell’informazione finalizzata a rendere gli studenti migliori cittadini del futuro con spirito critico.
Su questa lunghezza d’onda si inserisce la Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Monica Sassi, che ha messo in guardia gli studenti dall’utilizzo acritico e passivo di questi strumenti, identificando tre trappole principali in cui è facile cadere: un uso acritico delle fonti, un tempo la ricerca delle informazioni richiedeva tempi più lunghi e maggiore riflessione mentre oggi la velocità degli strumenti digitali rischia di azzerare questo processo; una delega incondizionata alla macchina, le tecnologie non devono essere intese come oracoli infallibili, ma come strumenti da interrogare in modo consapevole e ragionato; una mancata verifica delle fonti, è indispensabile chiedere sempre all’AI quali siano le fonti utilizzate e quali le alternative disponibili, esercitando una costante fiducia critica. La chiave, secondo la Sassi, risiede nell’intelligenza collaborativa, vale a dire nella capacità di unire uomo e macchina in modo efficace, restando protagonisti attivi del proprio processo cognitivo e quindi saper scegliere e non essere scelti. L’intervento di Marco Pratellesi, giornalista, esperto di informazione digitale e intelligenza artificiale, si è invece concentrato su una lettura lucida e articolata delle trasformazioni che l’intelligenza artificiale sta imponendo al sistema dell’informazione e, più in generale, al mercato del lavoro e all’ordine mondiale.
Pratellesi ha aperto con un dato inequivocabile: nel 2024, i contenuti prodotti da bot hanno superato per la prima volta quelli generati dagli esseri umani (51%), segnando un punto di non ritorno. L’AI sta già sostituendo figure professionali nel giornalismo — in particolare i freelance — ridefinendo strutturalmente il mercato del lavoro dell’informazione e rischiando di recidere il legame tra l’economia dell’informazione e la realtà verificata.
Il punto cruciale, ha spiegato Pratellesi, non è subire questa trasformazione ma dominarla: usare l’AI per eccellere, per rendersi insostituibili, mantenendo sempre un vantaggio competitivo attraverso competenze che nessuna macchina può replicare — il giudizio critico, l’etica professionale, la capacità di costruire relazioni e contesti.
Pratellesi ha poi indicato alcune regole fondamentali per navigare nell’era dell’AI: alfabetizzazione digitale come priorità, studenti e insegnanti devono collaborare per un’adozione responsabile delle tecnologie nell’istruzione; sviluppare uno spirito critico verso le macchine, consapevoli dell’illusione di oggettività che l’AI può generare; proteggere la privacy, non immettendo mai dati sensibili nelle piattaforme AI; accertare i fatti, controllare le fonti, smontare la propaganda anziché riportarla passivamente: questi restano i principi basilari di un buon giornalismo e, oggi più che mai, di una buona cittadinanza digitale. In sostanza, occorre costruire nuove policy nelle scuole che definiscano con chiarezza cosa fare e cosa non fare con l’AI.
Il futuro dell’informazione, ha concluso Pratellesi, non è la sostituzione dell’uomo da parte della macchina, ma una forma di intelligenza aumentata basata su una sinergia virtuosa tra capacità umane e potenza computazionale, in cui l’essere umano resta al centro, con la propria irrinunciabile responsabilità verso la verità.