Per Emanuela un giorno di 'ordinaria follia' al pronto soccorso di Perugia...

12.05.2026 18:23 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Per Emanuela un giorno di 'ordinaria follia' al pronto soccorso di Perugia...

Questo il racconto di Emanuela, una nostra lettrice, costretta a rivolgersi al Pronto Soccorso di Perugia. "Dottoressa ho giramenti di testa e vertigini? Vada al pronto soccorso. Responso migliore non lo potevo avere. Corazzata di tutta la pazienza... che non ho, decido di affrontare l'interminabile attesa al Pronto Soccorso dell'ospedale Santa Misericordia di Perugia. Entro e la mia pazienza fa i salti di gioia. Subito triage, subito mi chiamano per andare dal medico di pronto soccorso. Le cose cambiano in meglio, non più mala sanità. Mi visita il dottore e non rileva nulla, solita anamnesi e quindi... infermiere accompagni il paziente dall'otorino. Ma siamo sul pianeta sanità perfetta? Fatto qualche metro l'infermiere incomincia a chiamare a gran voce, Roberto, Fabrizio, Linda. Sono OSS, perché l'infermiere è infermiere, il dottore e dottore e nessuno dei due deve accompagnare il paziente; spetta all'OSS. Ma non si trova. Ne arriva uno che spinge una carrozzina, l'infermiere comanda e lui lascia la signora che rimane stupita e mi fa strada nel labirinto di Minosse. Arrivati all'ambulatorio dell'otorino, io sempre più stupita e felicemente soddisfatta di questa nuova sanità, mi fa sedere mi dice: “se posso la vengo a prendere altrimenti le indico la strada per tornare al Pronto Soccorso, intanto avviso l'otorino che è qui”. Non credo a ciò che mi sta capitando e tutta fiduciosa mi metto serenamente in attesa. Passano 10 minuti, poi 15, poi 20, poi 30; vedo persone passarmi davanti arrivate dopo di me. Mi alzo, ma la testa gira, e non è la canzone dell'estate 2026, ma una sensazione bruttissima e provo a chiedere all'infermiera. Molto sgarbatamente e con un cipiglio mi dice: “l'ha preso il numero?” Ma io vengo dal pronto soccorso e che numero devo prendere e poi non sono molto stabile, la testa gira, “il numero all'accettazione altrimenti non verrà mai visitata”. Non mi guarda più, si tira dietro la porta e scompare. Allora mi volto lentamente, come se avessi commesso il più grande crimine, ho chiesto, ma soprattutto perché la testa gira, chiedo ad una signora dove fosse l'accettazione, che ovviamente è distante. Mi domando perché sono venuta da sola? Però fino ad ora tutto perfetto, sarà un disguido. Perché, quel gentile OSS, non mi detto del numero da prendere? Dai ce la puoi fare, segui la freccia dell'accettazione: un po' sbandando ed un po' fermandomi ce la faccio ed arrivo davanti due belle signore: scusate vengo dal pronto soccorso e mi dicono che devo prendere un numero per l'otorino, ho delle vertigini. Di tutta risposta, “ma oggi c'è un'epidemia?”. Prendo il fondamentale numero e prendo posto davanti ad uno schermo colorato che mi dice che prima di me c'è una persona sola. In tanto la testa gira. Passano 10 minuti poi 15, poi 20, ma non avevo davanti solo una persona? Torno verso l'ambulatorio dell'infermiera simpatica ed appena esce le chiedo... scusi ma è molto che aspetto, la testa gira, volevo sapere quando toccherà a me. Segua il tabellone che se resta qui io non chiamo il numero. Torno seduta ma il mio numero sul tabellone non si illumina. Torno dalla solerte infermeria che dice non l'hanno chiamata, adesso sento, “dottore prenda il 19 che è saltato”. 19 il mio numero. Oddio in quale inferno dantesco mi trovo? Ma non era la nuova sanità? Però dai adesso l'otorino mi visita. Tutto nella norma deve fare il test vestibolare, torni all'accettazione e chieda ambulatorio 4. Ma io ho la testa che gira, non deambulo bene, “perché è venuta da sola?” Va bene, sulle mie instabili gambe torno all'accettazione. Prendo il numero mi siedo davanti al tabellone. Anche qui passano 10, poi 15, poi 20, poi mi chiamano, ma nel frattempo si sono fatte le 13,10. La dottoressa del test vestibolare, con le sue prove, mi provava volutamente tante vertigini ma con soddisfazione dice non rilevo che possa dipendere dai famigerati ossicini nell'orecchio. Va bene, dico io, ma a me la terra gira e molto. Mi fa accomodare e mi dice: “scrivo il referto poi può tornare in Pronto Soccorso”. Altra attesa. Mi consegna 2 fogli scritti con calligrafia da medico, illeggibile. Io che devo essere certa di ciò che viene riportato, provo a leggere ma delle lettere sono incomprensibili. Ok non c'è il gentile OSS di prima, ma ce la posso fare a tornare in pronto soccorso. Arrivo tentennante, mi siedo e mi rendo conto che sul foglio ho 15 anni di meno che mi chiamo in altro modo e che l'esame audiometrico è andato bene ma ho bisogno di una TAC. Non sono io e questo non è il mio referto! Un po' preoccupata busso al medico del Pronto Soccorso che mi chiede se ho il referto, ed io... si ma non e mio. Come non è suo? Suggerisco che forse la dottoressa mi ha dato un referto errato. Si chiude dietro la porta, ed io incomincio a pensare che ora non è più un disguido, ma qui le cose forse non vanno bene. Ricompare il dottore che dice... si non è il suo referto e adesso deve tornare dall'otorino e farsi dare il referto giusto e riporti questo che non è suo. Rimango a bocca aperta, provo a dire ma io non deambulo bene, può sempre prendere la sedia a rotelle, suggerisce l'infermiere. No no carrozzina no. Lentamente torno dall'otorino, busso e dico che ho il referto sbagliato. “Lo diciamo alla dottoressa”, sempre la simpatica infermiera. Ma guardi l'orario sono le ore 14, cambio turno la dottoressa di prima non c'è più. Quella che mi riceve dice purtroppo non c'è proprio il suo referto, non è stato scritto. Ho contattato l'altra dottoressa mi ha detto un po' di cose ma io devo rifare tutta la visita. Io esterrefatta sono in un girone dantesco ed infatti la testa gira. Dopo le scuse mi faccio visitare dalla nuova dottoressa. Mi aspetto il vero referto, ma la dottoressa in difficoltà per l'accaduto, mi dice che non mi da nessen referto, perchè c'è il cambio turno anche al pronto soccorso ed allora mi stampa una bozza di verbale di pronto soccorso con riportato il suo referto. Grazie rispondo, ma penso esistono delle bozze dei referti? Lentamente con qualche problema di allineamento torno nell'ambulatorio del medico di pronto soccorso che solertemente mi aveva visitato quattro ore prima: cambio turno, non c'è più, al suo posto una dottoressa che appena mi vede, si difende dicendo: “lei sarà arrabbiata”. Non voglio rispondere perché il livello di arrabbiatura base l'ho superato dopo la prima attesa senza numero. Dico sarebbe meglio che non succedessero queste cose nella sanità pubblica. La dottoressa, molto carina, mi dice che io insieme a tutti coloro che oggi avevano la testa che girava, eravamo fortunati perché quel pronto soccorso favorisce l'accesso e la speditezza delle procedure. Io rispondo sono qui dalle ore 10 ed ora sono le 14,30, se questa è speditezza! Comunque, continua dicendo: “io non so nulla di quello che è successo questa mattina per cui se vuole ora la dovrei rivisitare e poi si dovrà vedere cosa fare, tipo RM, ecc. Prima di stasera o stanotte non esce”. Non credo a quello che sto ascoltando. Rispondo: “ho letto, nella bozza di verbale del pronto soccorso che lei dottoressa prontamente ha messo via, che ho abbandonato il Pronto soccorso, perché non risultava nessun referto dell'otorino, allora sai che c'è io abbandono davvero questo girone dantesco dopo 4 ore e 40 minuti e mi tengo la mia testa che gira. Uscita finalmente ..“a rimirar le stelle” diciamo il sole di primavera, spero proprio ancora che ci sia speranza per la nostra sanità pubblica...".