Successo per “I Borgaroli” alla Società del Gotto: un viaggio intenso tra povertà e riscatto sociale nella Perugia di inizio '900
Le pietre di via Enrico dal Pozzo hanno risuonato ieri di memorie antiche e passioni popolari. Presso la sede della Società del Gotto è stato ospitato un evento che ha saputo toccare le corde più profonde dell'identità cittadina: la rappresentazione teatrale “I Borgaroli”, opera di Graziano Vinti accompagnata dalle note di Claudio Ridolfi.
Di fronte a un pubblico numeroso e partecipe, che ha interrotto più volte la narrazione con applausi a scena aperta, lo spettacolo ha squarciato il velo sulla quotidianità di una famiglia perugina del primo Novecento. Non è stata una celebrazione nostalgica, ma un racconto crudo, onesto e profondamente poetico di una realtà sociale segnata da privazioni e speranze.
Al centro della scena, la vita dei "borgaroli" ( gli abitanti dei rioni popolari come Porta Sant’Angelo) impegnati in una lotta incessante per la sopravvivenza. Il testo di Vinti ha esplorato temi complessi con rara intensità: la realtà dei poveri: Un'analisi senza filtri sulla fame, la malattia e la violenza che caratterizzavano i bassi fondi dell'epoca. Le radici del sindacato: la narrazione ha dato voce alle prime, coraggiose rivendicazioni operaie e sociali nate proprio tra i vicoli del borgo. L'autenticità del dialetto: l’uso sapiente della lingua perugina ha permesso di restituire fedelmente il flusso dei ricordi, trasformando lo spettacolo in un vero progetto di recupero della memoria storica. Il commento musicale di Claudio Ridolfi alla fisarmonica ha agito come collante emotivo, sottolineando con i ritmi della tradizione popolare i passaggi più drammatici e quelli più lirici della rappresentazione. Graziano Vinti e Claudio Ridolfi non sono nuovi a queste operazioni culturali. La loro collaborazione, che ha già toccato palcoscenici prestigiosi come l'Atrio del Teatro Morlacchi, si conferma oggi un pilastro fondamentale per chiunque voglia comprendere l'evoluzione sociale di Perugia. "Uno spettacolo di grande onestà che offre uno spaccato di vita con poche speranze prima di morire, ma con una dignità immensa," ha commentato uno dei presenti al termine della serata. Come da tradizione della Società del Gotto, l'arte ha lasciato spazio alla convivialità. Conclusi gli applausi, gli spettatori hanno partecipato a una cena sociale curata nei minimi dettagli. Il menù, ispirato ai sapori tipici della Perugia di un tempo, ha permesso di prolungare l’esperienza immersiva, trasformando il pasto in un ulteriore momento di riflessione e condivisione sulle tradizioni popolari. Un appuntamento che ha dimostrato, ancora una volta, quanto il "cuore popolare" di Perugia sia capace di battere forte quando viene stimolato da cultura e verità. Grazie alla scelta dell’interessante carnet di appuntamenti ( gestito dal Commissione Cultura della Società del Gotto composta dalla coordinatrice Lorena Pesaresi e dai membri, Rita Boini, Gianfranco Zampetti, Orietta Marinucci, Margherita Cosimetti , Paola Spinelli, Barbara Venanti , Paolo Sartoretti , Sergio Minciaroni, Giuliano Antonielli, Alba Zenzeri, Donatella Piastrini e Sara Boila) altri importanti incontri si articoleranno per l’anno in corso. Il prossimo evento è in programma per sabato 23 maggio con l'incontro dal titolo "Lungo il Tevere, un viaggio immaginario tra mito e realtà".
Da segnare anche l’aspetto conviviale che accompagna gli eventi culturali, grazie alle ricette tipiche perugine curate da Sara Boila e Mirco Caini. Il menu di questo evento è stato davvero gustoso, come sempre, con pasta con fave e barbozzo croccante, salcicce e patate arrosto e come dolce crostata alla marmellata fatta in casa.