Queste parole di Pierluigi Vossi hanno lasciato il segno nella storica assemblea per l'elezione di Malagò a presidente della Federcalcio

22.06.2026 19:25 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Fonte: Antonello Menconi
Queste parole di Pierluigi Vossi hanno lasciato il segno nella storica assemblea per l'elezione di Malagò a presidente della Federcalcio

Anche Pierluigi Vossi ha partecipato all’Assemblea Elettiva della FIGC. L’assessore allo Sport del Comune di Perugia, Pierluigi Vossi, ha preso parte oggi all’Assemblea Elettiva della Federazione Italiana Giuoco Calcio in qualità di vicepresidente vicario della Associazione Italiana Allenatori Calcio. Nel corso dell’assemblea, che ha portato all’elezione di Giovanni Malagò, Vossi ha rappresentato ufficialmente l’AIAC in sostituzione del presidente Renzo Ulivieri. Nel suo intervento, Vossi ha portato all’attenzione dell’assemblea le istanze degli istruttori e degli allenatori italiani, sottolineando il ruolo centrale che i tecnici svolgono quotidianamente nella formazione sportiva, educativa e sociale delle giovani generazioni.

«Ho avuto l’onore di rappresentare l’AIAC in un momento particolarmente significativo per il calcio italiano. Ho voluto evidenziare come gli allenatori costituiscano un presidio fondamentale per la crescita dei giovani, non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche sotto il profilo umano ed educativo. Ogni giorno migliaia di tecnici operano sui campi di tutta Italia trasmettendo valori, competenze e senso di responsabilità. Il ruolo sociale dei tecnici: il cuore educativo e democratico del calcio italiano. Il mio intervento è partito da un dato che non può essere ignorato: sono trascorsi dodici anni dall’ultima partecipazione dell’Italia a una fase finale di un Mondiale. In questo stesso periodo il sistema calcio ha vissuto grande instabilità ai vertici, con continui cambi di governance e numerosi avvicendamenti tecnici. Ma questa instabilità non ha prodotto una reale svolta strutturale. Per questo è necessario dirlo con chiarezza: il calcio italiano non può essere letto solo attraverso le sorti della Nazionale. È un fenomeno sociale prima ancora che sportivo, una vera infrastruttura educativa e culturale del Paese. Dentro questo quadro, il punto centrale riguarda il ruolo dei tecnici. Troppo spesso allenatori e allenatrici vengono raccontati solo attraverso il risultato o come una criticità del sistema. Ma la realtà è un’altra. Gli allenatori sono il primo presidio educativo, sociale e culturale del calcio italiano. Ogni giorno operano nei territori, nelle periferie e nei piccoli centri, spesso in condizioni complesse, garantendo accesso, partecipazione e opportunità a migliaia di bambini e bambine. Sono loro a rendere il calcio uno spazio davvero popolare, inclusivo e accessibile. In un contesto segnato da disuguaglianze crescenti e dall’aumento dell’abbandono sportivo giovanile, il loro ruolo è decisivo: possono contrastare l’esclusione, costruire appartenenza, accompagnare percorsi educativi che vanno oltre il campo. Per questo non sono solo figure sportive, ma figure educative e civili. Un ruolo che può essere pienamente svolto solo attraverso competenza, studio e formazione continua. Lo studio è un diritto e uno strumento di crescita professionale. La formazione permanente è la condizione per garantire qualità, dignità del lavoro e tutela delle nuove generazioni. Rafforzare il ruolo degli allenatori significa rafforzare il calcio nella sua dimensione più autentica e sociale. Significa investire su formazione, diritti, qualità del lavoro e su un modello di calcio giovanile davvero educativo, sicuro e inclusivo. Perché il calcio non è solo competizione: è un bene collettivo, una forma di welfare educativo del Paese. L’Associazione Italiana Allenatori Calcio, che quest’anno celebra 60 anni dalla sua fondazione, continua a portare avanti questa visione: un calcio fondato sulla competenza dei tecnici, sulla loro funzione sociale e sulla dignità del loro lavoro. E continueremo a farlo, con responsabilità e coerenza".

La partecipazione all’Assemblea Elettiva della FIGC ha rappresentato un’importante occasione per portare la voce degli allenatori italiani all’interno del massimo organismo calcistico nazionale e, al contempo, testimoniare la presenza di Perugia in un contesto di rilevanza nazionale per il futuro dello sport e del calcio italiano. La stessa Aiac si era già schierata prima dell'assemblea a favore di Malagò.