Poggio Santa Maria, un luogo magico che valorizza Castiglione del Lago e il Trasimeno

17.12.2023 23:19 di Redazione Perugia24.net   vedi letture
Poggio Santa Maria, un luogo magico che valorizza Castiglione del Lago e il Trasimeno

L’azienda Poggio Santa Maria ha radici antiche e allo stesso tempo è proiettata verso il futuro. La proprietà si estende su 30 ettari, tra vigneti, seminativo e uliveti sul punto più alto del comune di Castiglione del Lago, a sud-ovest del Lago Trasimeno. Un territorio unico tra Toscana e Umbria. Un luogo senza tempo, in cui il connubio tra lago, montagna e dolci vallate regala panorami magnifici e un’atmosfera magica. L’azienda produce Vino, Olio e grano seguendo l’ideale di un’agricoltura capace di coniugare l’eccellenza, la sostenibilità, la tradizione e l’innovazione. Un luogo magico affacciato sul lago di Chiusi, con una vista mozzafiato e un’atmosfera unica. Una struttura moderna ispirata ai principi di sostenibilità che affonda però le sue radici nella tradizione. Una passione profonda per la terra e la natura tramandata dai nonni. L’ambiziosa missione della proprietà di Poggio Santa Maria, di Massimiliano Marchetti e la sua famiglia, è quella di valorizzare ogni singola nota ed espressione che proviene dalle profonde radici e dal forte carattere del territorio a cui appartiene l’Azienda, rappresentando con i suoi prodotti, uno stile di vita, un valore per l’ambiente e una profonda passione per le origini. La neonata Cantina vuole diventare un faro che illumina il suo territorio.

"Il mio amatissimo nonno Vittorio, che proveniva da una famiglia contadina - racconta - era un proprietario terriero e fondò l’azienda “Marchetti” che produceva soprattutto vino e grano, puntando sempre alla qualità per vincere sul mercato. Poi vennero anni nei quali la modernità appariva risiedere nella città e nell’industria, e allora mio nonno, per offrire a mio padre, ormai adolescente, le migliori possibilità di istruzione e affermazione professionale, decise di trasferire la famiglia a Roma. Mio padre, man mano, si inserì nel nuovo contesto di vita, abbandonò del tutto l’agricoltura, si laureò in farmacia e iniziò a lavorare prima nell’industria farmaceutica, in seguito come titolare di farmacia e, successivamente, come industriale del farmaco. Poi sono arrivato io, che ho seguito le orme di mio padre, ma, nello stesso tempo, grazie al profondissimo legame affettivo con mio nonno, cominciavo a sentire risvegliarsi le mie radici più profonde, legate a questa terra meravigliosa. Dopo la laurea in farmacia, ho conseguito quella in medicina e la specializzazione in chirurgia; nel frattempo ho acquisito sempre più la consapevolezza che volevo vivere qui e che volevo dare nuova vita all’azienda di mio nonno. Adesso tutte le mie energie e il mio tempo sono divisi tra la mia professione di chirurgo in ospedale e l’azienda agricola. I miei principi guida sono, da una parte, la riscoperta delle tradizioni quindi, ad esempio, i vecchi vitigni e le antiche varietà di grano, dall’altra l’attenzione al territorio e la pratica di un’agricoltura sostenibile con la conversione all’agricoltura biologica, basata sulla ricerca delle migliori pratiche. Solo da una terra in buona salute possono venire prodotti di qualità. I nostri vini, l’olio, il grano puntano all’eccellenza e a un impatto dal punto di vista ambientale il minore possibile. La costruzione della cantina ha risposto a questi principi anche dal punto di vista paesaggistico e nella scelta dei materiali. Insomma, il mio ideale è quello di un’agricoltura che coniughi un cuore antico e metodi che puntino a una visione olistica basata sulla sostenibilità e circolarità perché la nostra meravigliosa terra possa dare il meglio".