"A Perugia si fa la C, ma si respira calcio di serie A per tradizione, storia e cultura: la squadra risalirà"
Lamberto Zauli, ex allenatore tra le altre di Perugia, Crotone e Juventus Next Gen, è intervenuto come ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio.
Mister, partiamo dal Perugia perché è un club che lei conosce molto bene. Hanno cambiato tanto quest'anno al Perugia. Si sono affidati a una sorta di operazione Amarcord, l'abbiamo un po' definita così, perché c'è il ritorno di Tedesco, storica bandiera da giocatore, Gaucci, Novellino: comunque figure storiche per il Perugia. I risultati per adesso danno ragione, perché nelle due giornate in panchina sono arrivate una vittoria e un pareggio. È la strada giusta per risalire un po' la china e cercare di togliersi da quella zona di classifica che, con tutto il rispetto per le altre, il Perugia merita di più?
"Io ho avuto la fortuna di passarci, anche se di sfuggita, però di assaporare una società che fa la Lega Pro, ma si respira calcio di Serie A, perché c'è tradizione, c'è cultura, c'è storia che si tramanda. Quindi la pressione quando vai sul campo si sente, perché indossi una maglia importante. Però si fanno campionati di Lega Pro, purtroppo è così. Il fatto che siano arrivati tre personaggi amatissimi a Perugia può aiutare sicuramente tutto l'ambiente. Chiaramente poi la differenza la faranno i risultati che arriveranno. È chiaro che non è normale che in qualsiasi piazza oggi, all'undicesima partita, si abbia il terzo allenatore e il secondo direttore sportivo: questo fa capire quanti problemi ci siano stati, a cominciare un po' dall'anno scorso fino ad arrivare a quest'anno. Tutti adesso spiegano che questa sia la soluzione definitiva, la soluzione più importante per uscire da una classifica che oggi è brutta, però stiamo dicendo anche che mancano tantissime partite e il valore del Perugia può uscire sicuramente fuori".
Poi lo diceva lei: Perugia è una piazza dove si respira sicuramente un calcio di categorie superiori, quindi ritrovare anche il supporto dei tifosi – perché c'è stata tanta contestazione in queste giornate – può essere un fattore determinante.
"Questo fa tutta la differenza del mondo, nel senso che comunque si viene da sette sconfitte consecutive, si è ultimi in classifica e quindi è chiaro che la gente è arrivata a un livello di non sopportazione e di allontanamento totale dalla squadra. Il fatto di Tedesco, Novellino e Gaucci ha riportato entusiasmo: è coinciso con la prima vittoria, ha fatto un buon punto a Pontedera perché non è mai facile fare punti a Pontedera su un campo sintetico dove la squadra è abituata a giocarci e a combattersi. È un buon avvio, però chiaramente si è ancora ultimi in classifica, quindi la strada è lunga per tutti, ma sono sulla strada giusta e il tempo ci dirà quale sarà la forza di questa nuova organigramma, diciamo così, del Perugia".
Invece nelle zone alte del girone B c'è il Ravenna che ormai, definirla sorpresa, sarebbe quasi offensivo. Ormai è una solida realtà e lo ha dimostrato anche vincendo lo scontro diretto con l'Ascoli. Le chiedo se potrà mantenere questo ritmo per tutta la stagione, quindi se sarà una lotta a tre, con Ravenna, Arezzo e ovviamente Ascoli.
"L'Ascoli e l'Arezzo hanno più tradizione, ma conta il presente. Il Ravenna oggi è partito forte, società importantissima: la contiamo una sorpresa perché è una neopromossa, però ha una società fortissima dietro, un allenatore che conosce i ragazzi dall'anno scorso, quindi tra quest'anno e l'anno scorso – anche se poi non vinsero il campionato – hanno fatto tantissime partite vincenti. Quindi è un gruppo che è abituato a giocare per vincere e lo sta dimostrando anche quest'anno. Io penso che il Ravenna, con la forza della società e la bravura di tutti gli artefici che stanno andando in campo, possa dar fastidio alle due squadre che per tradizione si giocheranno il primo posto".