Il dato di Bankitalia per l'Umbria è economicamente drammatico: perso l'11% del Pil regionale

15.11.2020 11:30 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Il dato di Bankitalia per l'Umbria è economicamente drammatico: perso l'11% del Pil regionale

L’impatto del lockdown e dell’ emergenza sanitaria hanno avuto un impatto devastante sull’economia dell’Umbria. Scrive La Nazione che la direttrice della sezione perugina di Banca d’Italia Miriam Sartini, durante la presentazione dell’aggiornamento congiunturale sull’economia umbra ha detto che "oltre alla caduta senza precedente del Pil regionale nella prima metà del 2020 (-11% secondo la stima dello Svimez presentata a settembre), Banca d’Italia parla di una ripresa parziale nel terzo trimestre dell’anno, caratterizzata però da forte incertezza. «Davanti a noi ci troveremo un mondo molto diverso con diverse esigenze, e saranno importanti le decisioni a lungo termine. Serve capacità progettuale del pubblico e del privato per affrontare i nodi che in Umbria, non ancora uscita dalla precedente crisi, sono sempre gli stessi: scarsa innovazione e bassa produttività». Occupazione: è diminuita di poco più di un punto percentuale nei primi sei mesi (-1,4%) e quella a tempo indeterminato, grazie a misure come la cassa integrazione e il divieto di licenziamenti, ha tenuto (-3,7%). I contratti a tempo invece si sono ridotti di quasi un quarto, in particolare nel settore del commercio e in quello alberghiero e della ristorazione. La classe d’età più colpita è quella che ha meno di 30 anni, caratterizzata da un’alta percentuale di contratti a termine nei settori più ko. Forte flessione delle ore lavorate (-15%), del numero di persone in cerca di occupazione (-18%). Massiccio il ricorso alla cassa integrazione: 31 milioni di ore in nove mesi (più 11 milioni dei Fondi di solidarietà), la metà delle quali riguardanti la metalmeccanica e il 15% l’edilizia. «Abbigliamento, metalli e meccanica sono i settori che hanno sofferto di più in termini di vendite – dice il Report – con l’eccezione del settore alimentare, per il quale il fatturato è aumentato. La forte incertezza di questi tempi, poi, ha inciso sui piani di investimento, che sono stati ridimensionati da tre imprese su 10 (solo il 10% ha deciso di aumentarli). Particolarmente colpito anche il settore delle costruzioni e il mercato immobiliare. Giù anche turismo ed export, diminuito di quasi il 15% nel primo semestre, con discese vertiginose in particolare per macchinari (-22,5%) e mezzi di trasporto (-35%)».