Ad Ilaria Solazzo martedì pomeriggio a Roma la consegna del Premio "Voci e Visioni"

09.05.2026 16:52 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Ad Ilaria Solazzo martedì pomeriggio a Roma la consegna del Premio "Voci e Visioni"

Un premio per Ilaria Solazzo, la giornalista con forti legami con l'Umbria, che riconosce costanza e dedizione. Accadrà il 12 maggio a Roma, nella sede del Campidoglio, dove si terrà la cerimonia del Premio “Voci e Visioni”. Il premio celebra la capacità di trasformare la realtà in narrazione, dando senso ai fatti e restituendo centralità alle storie umane. Tra i volti scelti quest’anno c’è appunto anche quello di Ilaria Solazzo. Il suo percorso si è sviluppato tra grafica, comunicazione, radio, televisione, libri e interviste. Un cammino costante, costruito attraverso esperienze diverse ma coerenti. Il suo modo di raccontare è discreto e attento. Cerca la sostanza delle storie più che il rumore. Questo riconoscimento non rappresenta un punto di arrivo, ma un passaggio significativo del suo percorso professionale. La cerimonia di martedì prossimo, alle 16:30, sarà nella storica Piazza del Campidoglio. Accanto a Ilaria Solazzo saranno premiati anche Sabrina Morelli, Alberto Raffaelli, Linda Lucidi e Giacomo Innocenzi, protagonisti di percorsi diversi nel panorama culturale e mediatico. In questo contesto si inserirà anche l’intervento di Ilaria Solazzo, che racconterà il proprio sguardo sul la comunicazione e sulla narrazione contemporanea. "È un’emozione autentica. Questo premio - racconta Ilaria - ha un valore che va oltre il lavoro: rappresenta un intreccio di percorsi, di incontri, di affetti. È la dimostrazione che, quando si costruisce con sincerità, qualcosa ritorna sempre sotto forma di bellezza condivisa. Condividerò questo momento con persone come Alberto Raffaelli, che è un amico fraterno; con lui c’è un rapporto quotidiano sincero, fatto di stima e collaborazione onesta. Essere il suo braccio destro in “Segnalazioni Letterarie” è per me motivo di orgoglio. La nostra è un’amicizia costruita giorno dopo giorno, tra parole, idee e visioni comuni. Tra i premiati c’è anche Linda Lucidi, con cui ho un legame di amicizia sincero. Ci uniscono l’amore per la scrittura, la fotografia, l’arte in tutte le sue forme. È una persona sensibile, autentica. Condividere questo momento con lei rende tutto ancora più significativo. Il premio è una gioia difficile da spiegare. Non è solo un riconoscimento individuale, ma un momento collettivo. Sapere che su quel palco ci saranno persone con cui condivido stima, affetto e percorsi rende tutto più vero, più umano". Ilaria Solazzo aggiunge di "voler deducare il premio ad Eusebio Belli e Cristian Costa. Due produttori cinematografici, professionisti seri, persone con cui ho avuto il piacere di collaborare in passato. Mi auguro davvero che ci siano presto nuove occasioni per lavorare insieme a loro. E' la Festa della Mamma e il mio pensiero va a Maria Rita Angelini, una mamma straordinaria. Insieme a suo figlio Giacomo Innocenzi ha scritto il libro Life Is a Joke. Ci sono tante mamme, ma poche riescono ad amare con una tale intensità e presenza. A lei va il mio augurio più sincero. Condivido questo premio con tutta la grande famiglia di FulgineaMente e con Ivana Donati. Sono custodi di cultura e bellezza, e rappresentano un punto di riferimento prezioso. Questo riconoscimento è anche loro. A volte sembra che la gentilezza venga messa in secondo piano, quasi fosse una debolezza. Ma io credo il contrario: oggi essere umani, rispettosi, capaci di ascolto è un atto di coraggio. In mezzo a tanta fretta e superficialità, scegliere la sensibilità è una forma di resistenza. Ammiro la capacità di saper chiedere scusa. Sembra semplice, ma non lo è affatto. È un gesto che richiede consapevolezza e grande forza interiore. Quando poi attraversi momenti difficili, impari a distinguere le persone sincere da quelle di passaggio, le parole vuote da quelle che restano. Mi hanno insegnato la pazienza, perché non tutto arriva subito, e la resilienza, perché cadere non significa fermarsi. E poi mi hanno insegnato qualcosa di ancora più importante: a non perdere me stessa".