Denuncia-choc della modella perugina Ilaria Capponi! "Il 90% delle modelle è sottopeso, senza ciclo e non riescono ad avere figli!"

22.02.2024 23:09 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Fonte: Antonello Menconi
Denuncia-choc della modella perugina Ilaria Capponi! "Il 90% delle modelle è sottopeso, senza ciclo e non riescono ad avere figli!"

La perugina Ilaria Capponi, cresciuta a Prepo e lanciata in passerella a 13 anni dal talent scout Guido Amico dice stop alle passerelle! A 33 anni, dopo una vita da giocatrice di basket (giocando tra le altre con Madonna Alta, Umbertide e Viterbo), modella e attrice, non sfilerà più! "È stato tutto molto bello, ma ora dico basta. Ho cominciato a sfilare a 13 anni, ero alta un metro e 81 e magrissima e non ho mai interrotto, tranne che un paio d'anni per l'esperienza a Viterbo con il basket. Nelle scorse settimane ho avuto a che fare con due agenzie, una di queste mi aveva cercata, immaginavo fosse interessata a me. In entrambi i casi, non appena ho detto le mie misure, mi è stato risposto: non abbiamo modelle taglia 42 perché non abbiamo clienti con quella taglia di campionario. Se hai i fianchi di 96 centimetri sei fuori, non puoi nemmeno candidarti per lavori più commerciali in cui si richiedono caratteristiche fisiche diverse e non standard. Il 90% delle modelle sono sottopeso e senza ciclo, poi ovviamente non riescono ad avere figli. Come ho raccontato, ho visto ragazze che ingoiavano cotone imbevuto d’acqua per resistere alla fame. Andando avanti con l’età cambiano priorità e si capisce che la posta in gioco è molto alta. Ora vado nelle scuole a parlare di disturbi alimentari e modelli da non seguire. Faccio anche altro: ho un’agenzia di comunicazione, e posso dedicarmi serenamente a un’altra attività. Ma penso a una qualsiasi ragazza che vive facendo la modella e riceve quel no per via della sua taglia. Torna a casa e smette di mangiare. E' insopportabile l’ipocrisia di questo mondo. Esprimo la delusione per la discrepanza tra quello che si comunica e quello che è oggi il sistema moda. Si trasmettono tanti messaggi sulla body positivity, sull’inclusività, sulla salute, sui nuovi canoni di bellezza. Ma poi si richiedono modelle che siano alte almeno 1,75 e non superino i 90 centimetri di fianchi. Impossibile, per il 90% delle modelle con cui ho lavorato in questi anni, raggiungere questi standard senza fare diete o cose che ledano la salute. Dov’è finita la tanto professata normalizzazione dei canoni della bellezza? Dov’è finita la cultura del rispetto del corpo e del difetto. Il problema è il rapporto altezza/taglia. Bisogna rivedere i parametri di selezione di campionari e modelle: o ridimensionano l’altezza oppure il peso e la taglia. Se viene richiesta una determinata altezza, allora bisogna rivedere la taglia del campionario". Aggiunge che "dopo i due anni a basket in serie A a Viterbo ho ricominciato a lavorare nella moda ed ero più muscolosa, con dei problemi per dobver perdere centimetri sui glutei, ma trattandosi di muscoli non era facile. Sono riuscita a rientrare nei canoni della taglia 38/40 con diete drastiche. Grandi abbuffate e grandi digiuni, per sei anni ho sofferto di bulimia, dai 18 ai 24 anni. Non facevo sfilate ma showroom e servizi come fotomodella. Ai giovani dico che non devono per forza seguire questi stereotipi. Adesso il problema non è solo quello dei modelli sbagliati. I ragazzi sui social modificano la propria immagine, la perfezionano e poi non si sentono all’altezza dell’immagine artefatta di se stessi che si sono creati. Eternamente insoddisfatti e infelici perché rincorrono quella finzione, evitano gli incontri e rischiano l’isolamento sociale".