SPECIALE UMBRIA JAZZ - Sting tre volte a Perugia e sempre in modo diverso! Emozioni uniche!
Tre volte a Perugia per Umbria Jazz, e ogni volta in un modo diverso. Nel 1987 con l'orchestra di Gil Evans, a due anni dal debutto come artista solista; 25 anni dopo - era il 2012 - a chiudere con una grande band una delle edizioni più memorabili del festival; e ieri sera con un ritorno alla formazione del trio.
E in effetti l'apertura non poteva far pensare ad altro che a loro, i Police. Dal palco risuona il celebre riff di Message in a Bottle, brano d'apertura dell'album del 1979 Reggatta de Blanc. Sting al basso, Dominic Miller alla chitarra e Chris Maas alla batteria proiettano il pubblico nelle atmosfere post-punk degli anni '80, ma il sound è meno secco, più rotondo e ammorbidito dall'esperienza ormai quarantennale dello Sting solista. Seguono infatti subito brani del suo repertorio, dalla recente I Wrote Your Name (Upon My Heart) alle storiche If I Ever Lose My Faith in You e Englishman in New York.
In totale 20 canzoni, otto delle quali sono successi dei Police. La formazione del trio esalta i pezzi nati per quell'impostazione e reinventa quelli che nel disco sono più ricchi, restituendoli con arrangiamenti più intimi e minimali.
Dopo Desert Rose ed Every Breath You Take, la band molla gli strumenti e se ne va dal palco. Ma il pubblico sa che dovrà attendere poco: il trio torna sul palco e snocciola gli ultimi due brani presi dalle due grandi discografie che può vantare Gordon Sumner - quasi 75 anni - nella sua carriera: quella dei Police e quella di Sting. Il pubblico prima balla su Roxanne e poi sogna sulle note di Fragile.
Sono stati oltre 13mila gli spettatori dell'Arena Santa Giuliana, record assoluto nella storia del festival: un debutto che apre nel migliore dei modi l'edizione 2026 di Umbria Jazz che prosegue fino a domenica 12 luglio.