Riccardo Fatone avrà il compito di far grande l'Orvieto FC, dopo gli anni con l'Orvietana
Riccardo Fatone giunse a Orvieto su chiamata dell’Orvietana in un periodo d’apertura del mercato di riparazione. Le cose non andavano e il tecnico di allora aveva segnalato quale prima necessità un mancino che coprisse la fascia provvisto di qualità sia nel difendere come nell’attaccare. Romano, amico fraterno di Alessandro Nesta, una volta uscito dal settore giovanile della Lazio quando arrivò all’AGIP sull’Amerina accompagnato dal padre era uscito da poco da un’esperienza tra i pro con la Triestina. Non avrebbe mai immaginato fosse, quello, il primo giorno di una permanenza diventata stabile, dove sono nate le due splendide figlie, che è stata la base per l’attività professionale e quella calcistica prima da giocatore e poi da allenatore con quindici stagioni in panchina. Dichiara essere innamorato della città, delle sue contraddizioni, delle tante amicizie sorte nel corso degli anni. Racconta della sua passione per il calcio, che resta altissima, della carriera da girovago fra Toscana, Lazio e Umbria nella quale ha incrociato anche persone fattesi importanti, uno per tutti Maurizio Sarri, dell’obiettivo di fare l’allenatore già molto prima di appendere le scarpette al classico chiodo. Raggiungere la meta significava possedere una buona preparazione costruita giorno dopo giorno conservando, a suo giudizio, il meglio di quanto avessero i tecnici incontrati. Nel bagaglio personale trovi soltanto cose utili e non c’è traccia di presunzione. Conscio di non poter aspirare ai massimi livelli si è sempre distinto nelle altre categorie. Si dice soddisfatto di quanto fatto da calciatore , altrettanto di quanto va facendo come allenatore con la “fissa” di lanciare giovani. Spiega, in maniera esaustiva il significato di questa inclinazione: “ Nel calcio, non ritengo giusto definire un ragazzo “giovane” solo in base alla carta d’identità. Va, invece, tenuto conto del percorso più o meno breve e qualificato fatto nel settore giovanile. Quanto più è stato esauriente tanto minori saranno le difficoltà per un buon inserimento nella prima squadra ed è una regola che vale per tutte le categorie. Sbaglia, chi pensa sia sufficiente qualche prestazione per giudicarlo maturo. Il dislivello esiste e spetta alle Società rendere lo sbalzo più dolce” . E’ convinto che l’Orvieto FC, club nel quale milita per il terzo anno consecutivo, stiano facendo bene il lavoro. C’era già stato agli inizi della carriera, tornando ha trovato un ambiente molto diverso: “Diciamo che, a livello di passione e entusiasmo è rimasto tutto com’era. L’organizzazione e la gestione, invece, hanno fatto un bel salto in avanti. Ai tempi, si faceva tutto ma in modo molto artigianale. Adesso, messe assieme tante capacità, competenze e progetto su cui lavorare va tutto in modo più spedito e mai improvvisato. Stiamo già vedendo qualche risultato ma il grosso deve ancora arrivare. Va dato atto alla Società il non mettere pressione, consapevole che forzare i tempi non porta a buoni risultati”. L’Orvieto FC è oggi la prima forza del calcio locale: “Vero. Siamo coscienti di questo e delle aumentate responsabilità per il club che si troverà a dover gestire un numero di praticanti superiore a quello già numeroso”. A Sferracavallo, dove alla prima esperienza fu artefice primo di una salvezza giudicata impossibile, non sembra esserci l’ansia di un salto di categoria. Lo aveva già detto il Presidente , lo conferma l’allenatore: “ Sbaglieremmo se certe paturnie finissero per prevalere. L’ambiente ne risentirebbe. Sono pienamente d’accordo con il Presidente cui non piacciono salti nel buio. Comunque, nel calcio è sempre tutto rimodellabile qualora si creino condizioni che non sono quelle attuali”. A tal proposito, raccontaci del girone B della Promozione 26/27 dopo il bel pareggio nella partita d’esordio a Assisi: “Hai detto giusto, un “bel pareggio” sul campo di una delle cinque squadre candidate a fare la differenza. La valuto una buona prova di maturità dei ragazzi”. La prossima arriva a Sferracavallo il Cerqueto, formazione del gualdese: “ L’abbiamo già incontrata lo scorso anno. Mi dicono che l’intelaiatura sia rimasta abbastanza simile e ciò fa pensare a una partita nella quale dovremo dare il meglio di noi per uscirne con punti preziosi”. C’è la squadra che va in campo e quella che, sotto la tua direzione si chiama staff tecnico e di cui è giusto parlare: “ Te lo avrei chiesto perché meritevole, almeno, essere nominata. E’ un gruppo composto da collaboratori che sono insieme a me da anni cui si sono aggiunti dei nuovi dei quali posso solo essere sodisfatto perché persone tutte eccezionali. Claudio Petti è il preparatore atletico che vanta un’esperienza consolidata. Ne sentivo parlare da tempo ma solo in questi ultimi tre anni ho avuto l’opportunità per poterne apprezzare appieno le capacità. Claudio La Vecchia, preparatore dei portieri, è con me da anni. Persona fidata, aggiornata e molto competente nel suo mestiere. Alessio Gasparri, il mio second, è con noi dallo scorso anno. Non lo conoscevo, nemmeno di vista. Di lui, posso dire essere stato una graditissima sorpresa per l’impegno e la pertinenza che dimostra nel suo lavoro. Peppe Olimpieri, il D.S. è il più conosciuto. Facciamo squadra ormai da diversi anni c’è una stima reciproca e una cordialità che va oltre l’amicizia. Per ultimo, ma soltanto perché è da poco con noi, Gianluca Sbarra, nuovo team manager già con esperienze nell’Orvietana