Impresa "mondiale" per il perugino Marco Fratini! Ha nuotato per 170 km in 72 ore senza mai uscire dall'acqua!
Un'impresa che farà sta facendo parlare il mondo del nuoto ad ogni latitudine. Il nuotatore perugino Marco Fratini ha stabilito la miglior prestazione mondiale di durata di nuoto in acque libere. E oggi l'assessore comunale di Perugia Pierluigi Vossi gli ha tributato a parole il ringraziamento della città di Perugia. "Ci eravamo lasciati a Palazzo dei Priori, durante quella conferenza stampa. Avevo studiato quegli occhi e avevo intravisto quella dose di follia necessaria per decidere di fare qualcosa che, per la maggior parte delle persone, sembra semplicemente impossibile. Ma oggi, dopo quello che hai fatto al Lago di Bracciano, penso che quella follia fosse soltanto la parte più visibile. Dietro c’erano preparazione, programmazione, strategia, cura del corpo e della mente. E soprattutto la capacità di conoscere i propri limiti e provare, con intelligenza, a spostarli. Ben 170 chilometri in acqua, in 72 ore, senza mai fermarsi, facendo micro sonni periodici ,non si affrontano soltanto con le braccia. Si affrontano con la testa e con il cuore. Con la capacità di gestire la fatica, dosare le energie e rimanere lucidi quando il corpo comincia a chiederti di fermarti. Ed è forse questo il messaggio più bello che hai lasciato con questa ennesima avventura. Prima ancora di dimostrare qualcosa agli altri, hai voluto capire qualcosa di te stesso: quanto lontano puoi arrivare con il cuore e con la testa. Questo è l’endurance. Non è semplicemente resistere. È imparare a continuare nel modo giusto, centellinare lo sforzo e capire quanto ti rimane anche quando diventa difficile. Il limite prima bisogna conoscerlo, rispettarlo e poi provare, con intelligenza, a spostarlo. L’endurance non ti chiede quanto sei forte. Ti chiede chi sei quando essere forte non basta più. E tu, Marco a questa domanda hai nuovamente risposto. Magari pensando a chi - ora solo da lassù - ti stava incitando. A questo punto, però, credo che la comunità scientifica debba intervenire. I tuoi parametri fisiologici, metabolici e psicologici meritano uno studio approfondito: metabolismo energetico, risposta cardiovascolare, lattato, termoregolazione, recupero e soprattutto quella misteriosa capacità di mantenere l’omeostasi quando un essere umano normale avrebbe già chiesto il rimborso. E poi c’è il cervello: resilienza, autoregolazione, percezione della fatica. Insomma, più che un altro allenamento, qui serve un protocollo di ricerca. Magari alla fine scopriranno che sei perfettamente normale. Oppure che sei semplicemente un soggetto scientificamente interessante e clinicamente preoccupante. 170 chilometri in acqua in 72 ore li hai fatti tu. Adesso tocca alla scienza capire come hai fatto. Complimenti. Gigante dello sport della nostra città".