Per ora è Karim Braiek l'elemento fondamentale nella Sirio Perugia Volley di B1 femminile
Sta progredendo il lavoro della Sirio Perugia Volley che sarà protagonista nel girone centro-nord del campionato di serie B1 femminile. Una parte rilevante dell’attività di questo periodo è svolta da Karim Braiek che parla volentieri del programma proposto alla squadra: «Abbiamo iniziato il percorso con una visione a lungo termine, dopo le prime sei settimane di off-season dedicate alla pre-preparazione, siamo passati alle attuali sei settimane di pre-season che ci accompagneranno fino all'inizio del campionato fissato per la metà di ottobre. Durante la stagione regolare, il programma si dividerà plausibilmente in due macro-blocchi da circa sedici settimane ciascuno. Questa programmazione così strutturata è resa necessaria dall'elevata eterogeneità del gruppo, con un'età media che spazia dai 15 ai 29 anni, cioè una forbice anagrafica che comporta esigenze fisiche, carichi storici, ruoli e piccoli acciacchi pregressi totalmente differenti, richiedendo per ciascuna atleta il giusto tempo di adattamento. Per individualizzare al massimo il lavoro siamo partiti da una prima valutazione, orientata ad analizzare metriche neuromuscolari chiave come tempi di volo, tempi di contatto al suolo e altezza raggiunta. In particolare, la nostra attenzione si è concentrata sulla valutazione della Rfd (Rate of Force Development) e della Rsi (Reactive Strength Index). La Rfd misura la velocità con cui l'atleta riesce a sviluppare forza, ovvero la capacità di generare picchi di tensione muscolare nel minor tempo possibile. La Rsi rappresenta invece l'indice di forza reattiva, espresso dal rapporto tra l'altezza del salto e il tempo di contatto al suolo. In una disciplina dinamica come la pallavolo questi due parametri sono enormemente più indicativi rispetto alla sola altezza assoluta del salto, un’ottima elevazione nel salto, ma priva di un'adeguata reattività, risulta poco funzionale, poiché un tempo di caricamento eccessivamente lungo vanifica l'efficacia del gesto atletico in fase di muro o attacco. In questo momento di pre-season stiamo completando la fase di condizionamento generale, sia aerobico che anaerobico, per colmare le lacune di base e creare la struttura necessaria alla stagione. Durante l'anno l'obiettivo primario diventerà la gestione dei livelli di forza e, soprattutto, l'espressione della potenza specifica. Da fisioterapista ancor prima di strenght coach, la mia priorità fondamentale è bilanciare costantemente l'ottimizzazione della prestazione con la riduzione del rischio di infortunio, con lo scopo primario di minimizzare il tempo di allenamento e gara perso dalle atlete. Considerando che ci sono studi che hanno visto che un'atleta di alto livello effettua circa 40.000 attacchi e salti all'anno, rendo bene l’idea se ti dico che le strutture muscolo-scheletriche di caviglie, ginocchia e spalle sono sottoposte a uno stress da sovraccarico imponente. Per questa ragione, il programma atletico integra quotidianamente protocolli specifici di prevenzione e rinforzo mirati a tutelare i distretti più esposti all'usura. La quota di lavoro fisico è inevitabilmente proporzionata e subordinata all'attività tecnica. Se in questa fase svolgiamo tre sedute settimanali in palestra oltre alle sessioni al palazzetto, durante il campionato avremo a disposizione soltanto due slot in sala pesi a settimana. La nostra linea guida non è saturare il tempo con volumi eccessivi, ma selezionare pochi esercizi ad alta intensità e qualità esecutiva per portare ulteriore sovraccarico. A questo affiancheremo esercitazioni brevi sugli sprint e sulle accelerazioni, indispensabili per garantire quella reattività sulle brevi distanze necessaria nei recuperi difensivi. Per quanto riguarda l'interazione con lo staff tecnico, il principio cardine è la netta definizione dei ruoli per evitare sovrapposizioni o interferenze metodologiche. Mantenere un canale di comunicazione diretto, chiaro e trasparente è la chiave per far funzionare la macchina organizzativa in modo sinergico e garantire il benessere complessivo della squadra». Un programma scrupoloso che ha già avuto riscontri in passato per il professionista che non vuole lasciare nulla al caso per far trovare pronta la formazione umbra nella nuova stagione agonistica.