"Il Perugia ha chiuso qui il mercato e se ne riparla a gennaio: siamo al 60% e ora pensiamo al campo"
E' tornato a parlare Alessandro Gaucci suol momento del Perugia, a chiusura del mercato e guardando al campionato. “Voglio fare gli auguri al nostro capitano Megelaitis, che tra l’altro oggi compie gli anni e ieri ci ho parlato e ci tengo a comunicare che la prossima settimana gli verrà rinnovato il contratto. È uno degli uomini più veri che abbia conosciuto in 35 anni di calcio. Vorrei che restasse capitano del Perugia ancora per tanti anni: non riesco a capire come un giocatore del suo livello continui a militare in queste categorie. Non vedo l’ora che torni con noi e sono certo che lo farà più forte di prima. Anche Cavallini ha avuto un infortunio serio, non abbiamo ancora una valutazione definitiva, ma siamo più fiduciosi sul fatto che il recupero possa essere rapido. In mezzo a tante notizie negative voglio però sottolineare il gesto di Borsoi: dopo l’allenamento, mentre eravamo con il mister, è venuto da noi per comunicarci che avrebbe rinunciato alla convocazione con la nazionale dell'Eritrea per restare a disposizione della prima squadra. Questo gesto dice molto sull’attaccamento dei nostri giocatori alla maglia. Era stato convocato per qualificazioni importanti, sappiamo quanto potesse tenerci e per questo credo che sia ancora più da elogiare. Avevamo impostato la squadra in un certo modo. In tutte le società dove ho lavorato ho sempre cercato di dare la possibilità di giocare con soluzioni diverse, ma senza avere più di due giocatori per ruolo, perché quando qualcuno non gioca con continuità possono nascere problemi. Purtroppo non abbiamo la sfera di cristallo per prevedere infortuni così complessi. Per Cisco avevamo pensato di intervenire prendendo un esterno. In difesa eravamo in sette, con Rondolini che secondo me ha un futuro importante: avevo pensato di mandarlo a giocare per evitare che restasse fermo un anno, perché non voglio frenare la crescita di un possibile talento. In una realtà importante come il Bologna può crescere e magari tornare da noi pronto per essere protagonista. Poi sono arrivati gli infortuni di Megelaitis e Cavallini. A sinistra siamo coperti con Borsoi e Papazov, a destra siamo messi bene, abbiamo anche Angeli che sta recuperando e siamo cinque per tre posti. All’occorrenza Quirini può fare anche il braccetto e per questo oggi è difficile prendere in considerazione l’ipotesi di intervenire sul mercato: non voglio aggiungere giocatori tanto per farlo e il mercato attuale non offre facilmente un sostituto di livello per uno come Megelaitis. E poi sono convinto inoltre che Tozzuolo, tornando sulla fascia destra, possa rendere ancora meglio. Stramaccioni sarà disponibile a tempo pieno e abbiamo le alternative giuste. Chi parla di problemi difensivi spesso guarda solo la parte finale dell’azione, ma la fase difensiva riguarda tutta la squadra ed oggi siamo ancora al 50-60% delle nostre possibilità. L’aspetto che mi piace di più di questa squadra è l’attaccamento che hanno creato tra loro. Festeggiano un gol come se avessero vinto la Champions League. Il livello di amicizia e il rapporto umano che si è creato è qualcosa che ogni direttore sportivo o allenatore vorrebbe trovare subito, e non succede quasi mai. Per me questo è il successo più grande. Non è normale costruire una squadra il 7 agosto in quanto ad identità, che è la cosa che mi interessa di più. Vogliamo diventare una squadra capace di mettere in difficoltà chiunque. Se avessimo avuto venti giorni in più sarebbe stato diverso, ma ora dobbiamo concentrarci solo sulla prossima partita, che sarà difficilissima. Ci sono quattro o cinque squadre che hanno investito tantissimo, una è il Ravenna, che ha mantenuto lo stesso allenatore e aggiunto giocatori importanti. Noi però pensiamo solo a noi stessi. Molti giocatori che avevo individuato erano già stati presi da altre squadre il 10 agosto ed abbiamo quindi scelto il meglio di quello che era rimasto e credo comunque di aver costruito qualcosa di positivo. Per l’80-85% sono molto soddisfatto di chi è arrivato. Avessi avuto più tempo avrei potuto scegliere caratteristiche diverse per due o tre giocatori, ma nelle condizioni in cui abbiamo lavorato sono contento. Avevo detto in presentazione e lo ribadisco: se qualcosa non dovesse funzionare al meglio, a gennaio ci sarà il mercato per intervenire. Oggi però mi ritengo molto soddisfatto. L’unica cosa che mi preoccupa sono gli infortuni, soprattutto quello di Megelaitis, perché era uno dei pochi giocatori già a un livello altissimo di rendimento. Per personalità e carisma era probabilmente l’unico che non avrei voluto perdere. Abbiamo costruito una squadra che davanti può giocare in tanti modi: con tre attaccanti, con un trequartista, con due trequartisti. Anche Vergani e Van Amersfoort non sono semplicemente centravanti e quest'ultimo ha giocato da trequartista ed è un giocatore mobile, che ci permetterà di cambiare. Canotto, Seha e Cortesi possono fare anche gli esterni. Abbiamo tante soluzioni. Per quanto riguarda il closing societario fortunatamente non me ne sto occupando direttamente, ma non ci sono problemi particolari, speriamo che si chiuda il prima possibile e che venga chiarito ogni aspetto”.