Per la Bartoccini Perugia una stagione da dimenticare: ancora una sconfitta in campionato e retrocessione ormai certa
La Bartoccini Perugia sconfitta ieri sera da San Giovanni in Marignano: 3-1 per le romagnole una gara combattuta, intensa, a tratti ben giocata dalle Black Angels, ma che lascia in eredità un verdetto quasi definitivo: manca solo l’aritmetica per sancire la retrocessione in Serie A2. Un epilogo amaro per una stagione complicata, segnata da continui cambiamenti, difficoltà e da una lunga rincorsa che non ha mai trovato la svolta decisiva. Eppure, Perugia ha mostrato orgoglio, spirito di sacrificio e voglia di lottare fino all’ultimo pallone, rendendo la vita difficile a una San Giovanni più lucida nei momenti chiave. Le perugine partono bene, si aggiudicano un set e tengono testa alle padrone di casa per buona parte del match, ma pagano caro qualche errore di troppo nei frangenti decisivi e una serie di episodi sfortunati che finiscono per spostare l’inerzia dell’incontro. Il quarto set, in particolare, rappresenta il grande rimpianto: Perugia resta agganciata fino alla fine, ma non riesce a piazzare il colpo decisivo. Nel post gara, il libero Stefania Recchia, tra le più positive del match, fotografa con lucidità e amarezza il momento della squadra:
“C’è un po’ di rammarico e tristezza, potevamo essere più incisive nei momenti importanti – afferma la numero dieci –. Dovevamo sbagliare meno, ma ce la siamo comunque giocata in un momento non facile. C’è molta tristezza perché volevamo portarla a casa e va detto che c’è stata anche un po’ di sfortuna perché non ci è andato bene nemmeno un videocheck. È un finale di stagione molto importante, ci aspettano delle gare per nulla facili. Noi ci proveremo fino alla fine, comunque e sempre, almeno finché l’aritmetica non ci condannerà. Siamo partite bene in questo campionato, poi la fiducia è venuta a mancare e tutto è diventato più difficile. Ci siamo buttate giù e poi non è più facile rialzarsi, soprattutto dopo tante sconfitte. Col nuovo coach ci stiamo trovando bene, cerchiamo di seguirlo ma non è facile per lui incidere in questo finale di campionato e non è facile per noi adattarci a quel che ci chiede. Però dipende tutto da noi che andiamo in campo: dobbiamo lavorare ancora più, almeno finché la matematica non ci condannerà”.
Sulla stessa linea anche Elena Perinelli, che sottolinea la reazione vista in campo e le difficoltà strutturali vissute durante l’anno:
“Non so se dire peccato per oggi o per la stagione. Stasera quantomeno abbiamo lottato rispetto alle ultime partite. Arrivare qua e giocarsi la salvezza non era facile. Peccato per il quarto set, ma il rammarico c’è soprattutto per altre partite”.
Un’analisi lucida quella della schiacciatrice, che ripercorre una stagione segnata da troppi cambiamenti:
“Abbiamo cambiato tre palleggiatori, tre opposti e anche l’allenatore. Non è facile trovare una quadra quando ci sono così tanti cambiamenti. Tutto questo non deve essere una scusa, ma è andata così. L’aritmetica ancora non ci condanna? È sempre stata una lotta con noi stesse. Io sono sicura che onoreremo il campionato fino alla fine e su questo ci metto la mano sul fuoco. Certo è che giocare per un obiettivo che non è più fattibile è complicato”.
A chiudere il cerchio è Beatrice Gardini, che guarda con realismo al momento e rilancia l’impegno per il finale di stagione:
“È un periodo difficile, stiamo cercando di ritrovare il nostro gioco e non è facile quando sai di avere un piede più di là che di qua. Stasera abbiamo giocato una pallavolo più bella rispetto alle ultime partite e non è bastato. Dispiace, torneremo in palestra per lavorare e concludere questa stagione nel miglior modo possibile”.
Ora restano tre gare con speranze ridotte praticamente a zero, ma le perugine sono determinate a onorare fino all’ultimo la maglia, la città e i tifosi. Anche quando la classifica sembra aver già scritto il verdetto, Perugia vuole continuare a lottare, con dignità e orgoglio, fino alla fine.