Il dramma della Sir dopo l'uscita dalla Coppa Italia a Bologna contro Verona
All’indomani dell’uscita in semifinale dalla Coppa Italia, è tempo di riflessioni in casa bianconera. Una battuta d’arresto, quella di ieri sera all’Unipol Arena, per mano di una Rana Verona che ha giocato una delle sue migliori partite della stagione, che non scalfisce le consapevolezze della squadra, ma offre spunti importanti su cui lavorare e dai quali ripartire, perché la stagione è ancora lunga. La squadra veneta, reduce dalla pesante sconfitta casalinga in campionato, ad opera della Lube che domenica scorsa aveva espugnato il PalaAgsm con uno schiacciante 3-0, si è presentata in semifinale di Coppa Italia, al cospetto dei Campioni del Mondo per club in carica, a braccio sciolto, con quell’aggressività che ci si aspettava ed ha trovato in campo la sua serata “perfetta”, puntando dritto verso l’obiettivo senza mai calare di intensità. I Block Devils non sono riusciti a capitalizzare i momenti di vantaggio e sono stati costretti ad inseguire per larghi tratti del match. Coach Angelo Lorenzetti si prende la responsabilità e vede nel match di ieri sera un’importante “lezione” da cui imparare: «Verona ha fatto quello che sappiamo che sa fare; non è tanto difficile capire la partita: con loro dobbiamo funzionare in un determinato modo, secondo me questa sera è stato chiaro, però la colpa è la mia perché non sono riuscito a far arrivare chiaro il messaggio di come dobbiamo funzionare. È una lezione e dobbiamo imparare».
Si riparte riconoscendo il merito dell’avversario, ma soprattutto cercando di interpretare i motivi per i quali Perugia non è stata la miglior versione di sé: «Ci è mancato tanto, dopodiché non bisogna mettersi lì pensando che bisogna migliorare tutto, bisogna avere un proprio stile di gioco, in certi frangenti e su certe situazioni, sapendo che con il loro attacco non puoi avere mille occasioni. Noi già nel primo set abbiamo fatto “non bene” delle cose che ci potevano tenere di più in partita e stare anche un pochettino avanti. È una lezione. Prima di tutto la devo imparare io e poi cercare di trasmetterla ai ragazzi».
Con la consapevolezza della propria identità, e con il carattere di una squadra al vertice, chiamata quest’anno a competere per tutti i trofei che offre la stagione, sia nel panorama italiano sia internazionale, la Sir Susa Scai Perugia guarda subito oltre.
Si deve metabolizzare, ma anche archiviare subito la Coppa Italia, ormai sfumata, e guardare ai prossimi obiettivi. Si guarda avanti partendo da una certezza: il primato, conquistato sul campo, da una parte nel percorso in regular season, con Perugia in vetta alla classifica quando mancano ormai solo tre gare al termine del girone di ritorno e, dall’altra parte, nella Pool di Champions, a sole due gare al termine della fase a gironi. Ed è proprio sullo scenario europeo che i Block Devils tornano a focalizzarsi, prima del rush finale di campionato. Giovedì, infatti, sono attesi dalla quinta giornata, in trasferta a Praga. Tornare subito al lavoro, concentrandosi sul prossimo obiettivo, è il miglior modo per resettare e ripartire: «Adesso bisogna metabolizzare, perché questo è un insegnamento; stare con il dito contro non è nel mio stile, dobbiamo capire tutti insieme come le cose che sappiamo fare possono funzionare anche con queste squadre qua».