A Perugia il Liceo Mariotti sceglie di non voltarsi dall'altra parte con un messaggio contro il bullismo e il cyberbullismo
C’è un silenzio che pesa più di altri, quello che accompagna chi subisce bullismo e cyberbullismo, chi si sente solo davanti a uno schermo acceso, colpito da parole che feriscono quanto - e a volte più - di uno spintone nei corridoi di una scuola. È da questo silenzio che, in una mattina di febbraio, il Liceo Classico "A. Mariotti" di Perugia sceglierà di non voltarsi dall'altra parte, evento realizzato grazie alla dirigente Prof.ssa Francesca Gobbi e ai professori Giuseppe Ciotti, referente di educazione civica, e Stefania Marianelli, referente per la prevenzione del bullismo e cyber bullismo, oltre alla partecipazione della Polizia Locale.
In questa giornata, l'Associazione Libertas Margot, il Panathlon club e l'associazione 'Andiamo a noi" incontreranno gli studenti per parlare di bullismo e cyberbullismo non come concetti astratti, ma come realtà quotidiane che attraversano la vita di tanti giovani. Non sarà una lezione frontale, ma un dialogo autentico, fatto di ascolto, storie e consapevolezza.
Massimo Pici, Roberto Carlotti, Emanuele Florindi, Agostino Mariotti e Martino Gasponi hanno portato in aula la loro esperienza, condividendo testimonianze personali, casi reali e strumenti concreti per riconoscere i segnali della violenza, anche quella che si nasconde dietro uno schermo, un commento, una condivisione sbagliata. L'incontro è stato uno spazio sicuro, dove le domande dei giovani hanno avuto risposte e le paure inizieranno a trasformarsi in consapevolezza. Studenti, insegnanti e adulti saranno uniti da un messaggio semplice ma potente: non sei solo.
A rendere l'evento ancora più significativo è stato l'intervento di rappresentanti del mondo sportivo e associativo. Il Panathlon Club, con il vicepresidente Alessio Burini, ha trasmesso il valore etico dello sport come strumento di rispetto, lealtà e fair play. Accanto a lui, Andrea Tomassini, presidente dell'associazione "Andiamo a Noi", ha introdotto l'importanza del volontariato e dell'impegno collettivo nel prendersi cura dei più fragili.
L'iniziativa si è inserita nel più ampio percorso di sensibilizzazione dell'Associazione Libertas Margot, da anni impegnata nella tutela dei diritti e nella costruzione di una società più giusta e responsabile. Perché educare significa anche insegnare a riconoscere il dolore dell'altro e scegliere, ogni giorno, da che parte stare. E a Perugia, in una mattina di febbraio, una scuola ha scelto di stare dalla parte del rispetto, dell'ascolto e del coraggio di parlare.