L'ex Perugia Valentina Diouf lascia la pallavolo: "Da quando sono vegana non ho più avuto infortuni e la qualità della mia vita si è alzata"

24.03.2026 13:55 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Fonte: Martina Carella
L'ex Perugia Valentina Diouf lascia la pallavolo: "Da quando sono vegana non ho più avuto infortuni e la qualità della mia vita si è alzata"

Valentina Diouf ha annunciato il ritiro dal volley giocato, chiudendo una carriera internazionale che l’ha vista protagonista anche in Italia, con una parentesi a Perugia. L’ex opposto azzurro racconta alla redazione di Affidabile.org il momento di transizione che sta vivendo, tra nuovi progetti fuori dal campo e un’analisi lucida sul presente della pallavolo italiana, segnata – secondo lei – da un calo del livello e da un divario economico sempre più marcato tra le squadre. "Tra circa 20 giorni smetterò di giocare, quindi direi che è un capitolo chiuso, non solo per la Nazionale ma per la pallavolo in generale. Nel breve periodo  mi immagino sicuramente lontano dal campo. Mi sono organizzata per tempo in vista del ritiro: mi sto dedicando al business coaching e collaboro con una fondazione, un percorso che avevo già iniziato prima del ritiro. Ho già impostato un percorso diverso dalla carriera sportiva. Il volley italiano è ancora un punto di riferimento per le prime quattro squadre della classifica, ma guardando il panorama internazionale il discorso è simile anche in altri campionati, come in Turchia. L’errore che spesso si fa è definire il campionato italiano il più bello del mondo senza seguire davvero gli altri tornei: mancano i termini di paragone. Ha lasciato la Serie A1 nel 2018, tornando solo in questa stagione (a parte una breve parentesi a Perugia) e ho trovato cambiata Busto Arsizio. Quando giocavo qui prima di andare all’estero era una squadra con ambizioni diverse: lottavamo per vincere. Oggi, rispetto a quella realtà, c’è stato un ridimensionamento, quindi la differenza è evidente. E' cambiata la pallavolo italiana e il livello si è un po’ abbassato, anche perché molti giocatori di fascia medio-alta, penso ad esempio agli americani, si sono spostati verso altri campionati, come la lega americana. Anche la Turchia oggi è molto attrattiva per gli stranieri. Questo, da un lato, dà spazio a giocatori provenienti da categorie inferiori, come la A2, ma dall’altro abbassa leggermente il livello medio del campionato. Squadre come Conegliano e Milano stanno dominando e il divario è soprattutto economico. Le prime quattro squadre, Conegliano, Scandicci, Milano e Novara, hanno budget molto più alti, anche più del doppio rispetto alle altre. È inevitabile che questo si traduca in una differenza di rendimento. Con Busto Arsizio siamo impegnate nei Playoff Challenge ed è tutto ancora aperto. La favorita del girone è Chieri, ma i giochi non sono chiusi. Una vittoria o una sconfitta possono cambiare tutto, quindi ci sono ancora margini. In ogni caso, gli obiettivi stagionali fissati dal club sono stati raggiunti. Io penso che la giocatrice più dominante a livello mondiale è Melissa Vargas, opposto del Fenerbahçe e della Nazionale turca. Per quanto mi riguarda, nella mia carriera c’è stato qualche momento in cui mi sono sentita poco valorizzata, ma credo che sia normale: è difficile sentirsi sempre valorizzati. Ci sono momenti più complicati, ma fanno parte del percorso. La scelta di un’alimentazione vegana ha accompagnato parte della mia carriera, ma non è stato impegnativo mantenerla: sono rinata. Ho molta più consapevolezza di ciò di cui il mio corpo ha bisogno e sto molto meglio. È un’alimentazione che mi ha ridotto le infiammazioni e migliorato i tempi di recupero, aspetti fondamentali per un atleta. L’integrazione è comunque necessaria, perché oggi l’alimentazione da sola non copre tutti i fabbisogni. All’inizio è stato difficile, certamente, perché bisogna cambiare completamente abitudini: fare la spesa, organizzare i pasti, informarsi. Io ho iniziato questo percorso mentre ero in Brasile, quindi è stato ancora più complesso. Però non tornerei mai indietro. E' stata una scelta che ha influenzato anche la mia carriera, visto che da quando ho iniziato questo tipo di alimentazione, e speriamo di chiudere bene questi ultimi 20 giorni, non ho più avuto infortuni. Prima avevo una carriera segnata da diversi problemi fisici: questo cambiamento ha inciso tantissimo sulla mia qualità di vita e sulle prestazioni".