Conclusa la venerazione pubblica delle spoglie mortali di San Francesco: in 370mila arrivati ad Assisi

23.03.2026 15:08 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Fonte: Luca Uccellini
Conclusa la venerazione pubblica delle spoglie mortali di San Francesco: in 370mila arrivati ad Assisi

Si è conclusa nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco la venerazione pubblica delle spoglie mortali del Santo, un evento che in un mese ha portato ad Assisi oltre 370mila pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. Un momento straordinario e senza precedenti, che ha unito uomini e donne, giovani e anziani, bambini e adulti, famiglie e singoli, in una grande raccolta - gioiosa e raccolta - del popolo di Francesco. «Siamo stati una fraternità riunita attorno a Francesco – ha dichiarato fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento –. Una fraternità di trecentosettantamila persone raccolte qui e di molte altre in tutto il mondo. Una fraternità composta e orante, che ha voluto incontrare, nel segno di povere e fragili ossa, tutta la potenza di una vita animata dallo Spirito, che continua a portare frutto. Grazie a tutti quelli che in modi diversi hanno collaborato per pensare, organizzare e gestire un avvenimento che si è realizzato ben oltre la mia immaginazione e le mie aspettative». «Molti mi hanno chiesto - ha dichiarato fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento - se mi sarei aspettato una risposta così importante dal punto di vista delle presenze e devo dire di sì: non avevo dubbi che saremmo stati in tantissimi a incontrare Francesco. Una cosa che invece proprio non mi aspettavo era il modo raccolto e gioioso che ha contraddistinto il pellegrinaggio e la venerazione in Basilica: silenzio, pazienza, cellulari in tasca… eppure ci sono le spoglie di Francesco e gli affreschi di Giotto. L’unica spiegazione per tutto ciò è che nessuno di noi in realtà è venuto a vedere Francesco, ma è lui che - vivo - ci ha chiamati per parlarci nel cuore e nella mente!». Questo mese di venerazione è stato un tempo di incontri profondi e significativi, vissuti intorno alla figura del Santo: anche la comunità dei frati del Sacro Convento ha vissuto una ventata di novità e di energia, accogliendo confratelli provenienti da tutta Italia e da Paesi lontani come Brasile, Stati Uniti, Tanzania, India, Corea e del Medio Oriente. Per l’occasione, sono stati realizzati importanti interventi nel complesso del Sacro Convento per abbattere le barriere architettoniche e rendere l’esperienza della visita pienamente accessibile a tutti. Alla conferenza stampa conclusiva hanno preso parte fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento, fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione, Valter Stoppini, Sindaco di Assisi, Stefania Proietti, Presidente della Regione Umbria, fra Riccardo Giacon, economo del Sacro Convento e responsabile della logistica dell’evento, fra Rafael Normando, coordinatore della Basilica e dei volontari, Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi, con una testimonianza in rappresentanza del mondo della disabilità, e fra Elias Marswanian, in rappresentanza dei frati arrivati al Sacro Convento nel mese della venerazione. Moderatrice dell'incontro è stata la giornalista Vania De Luca, vaticanista del Tg3. Come detto sono stati oltre 370mila i partecipanti alla venerazione, con provenienze da 42 nazioni, di cui il 67% stati europei e il 33% extraeuropei; lo stato estero che ha portato più pellegrini gli Stati Uniti con 5833,e a chiudere la lista l’Iran con 9; oltre 100mila i partecipanti alle oltre 170 celebrazioni nella chiesa superiore della Basilica, centinaia di volontari e collaboratori, oltre 300 giornalisti appartenenti a circa 130 testate nazionali e internazionali: sono alcuni dei numeri che raccontano il clima che si è creato attorno e all’interno della Basilica di San Francesco in questo mese. L’ostensione non è stata un evento isolato, ma parte dell’ottavo centenario francescano - che in Basilica ha assunto il motto di “San Francesco vive” - un percorso iniziato lo scorso anno con l’ideazione del calendario 2026 della rivista “San Francesco patrono d’Italia”, intitolato anch’esso “San Francesco vive”. Questo cammino è nato dalla consapevolezza che Francesco è una presenza ancora viva in mezzo alla gente, il seme che, caduto in terra, proprio nel morire - che è metafora del dono di sé - ha portato e continua a portare frutto. Tra le tappe significative di questo percorso, il numero da collezione del mensile (febbraio 2026 - oltre 100.000 copie stampate), che in 160 pagine, ha racchiuso 800 anni di francescanesimo, riscoprendo la figura del Santo come presenza viva e ispiratrice per tutti coloro che seguono il suo messaggio. Al termine della conferenza stampa e chiusura del mese di ostensione e venerazione l’ultima celebrazione eucaristica solenne e pubblica presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. «È una grande gioia per la comunità dei frati – ha aggiunto fra Marco Moroni – che a concludere sia il cardinale Zuppi, ulteriore testimonianza del fatto che questa sia stata un’esperienza di Chiesa, in particolare della Chiesa italiana, che si è rinnovata intorno al suo Patrono come comunità in preghiera». E a sera, al termine del passaggio degli ultimi pellegrini, si è tenuto un momento riservato ai soli frati: il rito della reposizione delle spoglie mortali di San Francesco nella cripta della Basilica, gesto che ha concluso ufficialmente l’evento: dopo la reposizione della teca in plexiglass all’interno dell’urna in bronzo dorato, vi è stata inserita anche la documentazione richiesta dalla legislazione canonica; la cassa è stata chiusa a chiave alle 22.30 circa. È seguita l’apposizione dei sigilli dell’urna di metallo, il suo inserimento all’interno del sarcofago in pietra nel pilastro al di sotto dell’altare maggiore e la saldatura dei sigilli della grata di metallo che lo chiude. Il tutto si è concluso intorno alle 23.30. Il cammino proseguirà per tutto il 2026: il claim “San Francesco vive” accompagnerà infatti tutte le iniziative dell’ottavo centenario della morte del Santo presso la Basilica, sottolineando la vitalità del suo messaggio e la sua capacità di parlare ancora oggi al cuore di tutti.