"Di Santopadre prima di venire qui ne avevo sentite di tutti i colori ma con me si è sempre comportato bene"

03.05.2021 20:00 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
"Di Santopadre prima di venire qui ne avevo sentite di tutti i colori ma con me si è sempre comportato bene"

Il tecnico Fabio Caserta ha vinto il suo secondo campionato in tre anni. «Una giornata fantastica». È il momento per tirare un po’ le somme, non era facile ripartire – ha dichiarato il tecnico al novantesimo ai microfoni di Umbria Tv, come scrive anche La Nazione – . Ho visto le tante difficoltà quando sono arrivato. Dopo la batosta di Mantova ho capito che bisognava cambiare, ho osservato il modo di lavorare e quella sconfitta ci ha fatto tanto tanto bene. Abbiamo capito che dovevamo voltare pagina e serviva qualcosa in più per riconquistare una piazza come Perugia. L’allenatore può dettare le regole ma ci vuole la disponibilità dei ragazzi, c’è stato anche qualche duro confronto con i giocatori e piano piano la squadra ha capito. C’ho sempre creduto perché vedevo come lavoravano. Certo, se non avessimo vinto oggi credo che ai playoff sarebbe stata dura, perché dopo una rimonta come la nostra avremo pagato pegno a livello mentale». Queste partite si preparano da sole, già, ma è sempre e comunque difficile placare la tensione di chi si gioca tutto in novanta minuti. Caserta racconta come ha preparato l’ultima gara, quella decisiva, che ha regalato la serie B. E c’è un pizzico di emozione nelle parole del tecnico. «Con mia moglie e la moglie del mio collaboratore Pasquale in questi giorni abbiamo organizzato un qualcosa di speciale e nell’ultima riunione tecnica, invece di parlare di calcio, abbiamo trasmesso dei video in cui parlavano i figli, le mogli e i parenti dei calciatori. Ho visto gente piangere e quando tocchi l’animo delle persone loro ti danno tutto. Questa vittoria la voglio dedicare proprio a Pasquale, che è più di un amico per me e riesce in parte a colmare il dolore per un fratello perso a 39 anni per un incidente stradale». La promozione del riscatto. «Sono contento perché come per il Perugia anche per me la scorsa stagione aveva avuto un epilogo amaro, con la retrocessione alla guida della Juve Stabia in quella che è la mia seconda città». Il discorso passa poi sul futuro, con il rinnovo automatico previsto in caso di promozione. «Più dei contratti nel calcio contano la stima e la soddisfazione per il lavoro fatto, ma ora la cosa primaria non è il mio contratto ma aver riportato il Perugia nel calcio che conta. O ora voglio solo godermi questa giornata dopo dieci mesi di sofferenza, perché fare l’allenatore qui non è facile. Stimoli e pressioni sono incredibili». Un pensiero poi per il presidente Massimiliano Santopadre. «Prima di venire qui ne avevo sentite un po’ di tutti i colori ma con me si è sempre comportato bene. Questa promozione è merito anche suo e credo che sia un giusto riconoscimento anche per lui».