Sguardi di donna: Mariangela Galante, un’esplorazione editoriale contemporanea tra identità, impegno e libertà

29.04.2026 08:07 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Sguardi di donna: Mariangela Galante, un’esplorazione editoriale contemporanea tra identità, impegno e libertà

Nel panorama editoriale contemporaneo, sempre più attento ai temi del lavoro e delle trasformazioni sociali, si inserisce il progetto narrativo di Mariangela Galante (nella foto prima di andare in onda su Radioopportunity.it), autrice del volume Ma tu che lavoro fai? - Storia di una partita iva ironica e divertita (edito SimplyBook). Un’opera che parte da una dimensione autobiografica per aprirsi a una riflessione più ampia e condivisa, intercettando una domanda ormai diffusa: come si racconta oggi il proprio lavoro?

Il libro si sviluppa come un percorso personale e professionale non lineare, fatto di passaggi, cambi di direzione e momenti di ridefinizione. Galante utilizza la propria esperienza come lente attraverso cui osservare un fenomeno generazionale più ampio: la difficoltà di costruire un’identità lavorativa stabile e facilmente comunicabile in un contesto segnato da precarietà e trasformazione continua.

A sottolineare la rilevanza del progetto è anche la lettura critica di Marcello Barbaro, che evidenzia come il volume riesca a restituire con lucidità il senso di una “generazione precaria”, capace però di trasformare l’instabilità in occasione di consapevolezza. Nella sua recensione pubblicata su Gattopardo, Barbaro riconosce all’autrice una scrittura incisiva e accessibile, in grado di intrecciare esperienza personale e osservazione sociale senza indulgere in retorica.

La narrazione si distingue infatti per un tono diretto e una costruzione agile, capace di alternare ironia e profondità analitica. L’autrice evita formule semplificatorie e non offre risposte preconfezionate tipiche di una società spesso basata su frasi fatte e slogan, ma invita il lettore a interrogarsi sul rapporto tra lavoro, identità e aspettative sociali.

Le recensioni già apparse rafforzano questa lettura. Il professor Marco Giacchetto definisce l’opera “un libro riuscito, capace di coniugare sincerità emotiva e rispetto per gli altri, struttura agile e profondità di contenuto”. Accanto alle voci più accademiche e giornalistiche, emergono anche numerosi riscontri da parte dei lettori, raccolti sul sito dell’autrice: commenti che sottolineano la riconoscibilità delle esperienze raccontate, la chiarezza dello stile e la capacità del testo di dare parole a un disagio diffuso ma spesso poco rappresentato.

Il libro si inserisce così in un dibattito più ampio, trovando spazio su diverse testate e piattaforme online. Negli ultimi mesi, infatti, Ma tu che lavoro fai? è stato oggetto di articoli, segnalazioni e approfondimenti su numerosi media, a conferma di un interesse crescente verso il tema e verso l’approccio scelto dall’autrice. Una diffusione che contribuisce a consolidare il profilo di Galante come voce emergente capace di intercettare questioni centrali del presente.

Il progetto editoriale si accompagna a un articolato tour di presentazioni che ha toccato e continuerà a toccare diverse città italiane, tra cui Caltanissetta (città dell’autrice), Padova, Milano e Catania. Un percorso che testimonia la volontà di portare il libro in contesti differenti, favorendo il confronto diretto con lettori, studenti e professionisti.

A questo si affianca un’intensa attività di incontri nelle scuole, dove il libro diventa uno strumento di dialogo con le nuove generazioni. In questi contesti, il racconto personale si trasforma in occasione collettiva: studenti e studentesse vengono coinvolti in una riflessione concreta su aspettative, paure e possibilità legate al futuro lavorativo. 

In questa prospettiva, il lavoro di Galante intercetta anche una condizione spesso meno raccontata: quella della donna quarantenne. Una fase della vita in cui molte certezze vengono rimesse in discussione e in cui il percorso professionale si intreccia con scelte personali, familiari e identitarie. Lontano da narrazioni stereotipate, il libro contribuisce a restituire complessità a questa esperienza, mostrando come il cambiamento non sia prerogativa dei più giovani, ma una possibilità che attraversa tutte le età.

L’opera di Mariangela Galante è, sì un esordio letterario, ma anche e soprattutto un contributo al dibattito contemporaneo sul lavoro e sull’identità. Un racconto che, pur partendo da una storia individuale, riesce a parlare a molti, intercettando inquietudini e domande condivise. In un’epoca in cui definire cosa si fa equivale sempre più a definire chi si è (visione opposta a quella che l’autrice descrive nel suo libro), Ma tu che lavoro fai? si trasforma in una domanda aperta, più complessa – e più necessaria – di quanto possa sembrare.