La Uil Umbria rafforza i patronati con il progetto Vis sulla disabilità: “Le riforme che allontanano da un diritto non sono riforme”

26.02.2026 15:30 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
La Uil Umbria rafforza i patronati con il progetto Vis sulla disabilità: “Le riforme che allontanano da un diritto non sono riforme”

Un rafforzamento del patronato, per supportare i cittadini nella sperimentazione di una riforma, quella dell’accertamento della disabilità, sulla quale serve confronto e attenzione. La Uil Umbria, insieme alla Uil nazionale e all’ItalUil, il patronato del sindacato, hanno presentato anche a Perugia il progetto ‘Vis: Verso l’inclusione sociale’, che mira a rafforzare la presenza di personale specialistico (operatori, medico legale e avvocato) negli sportelli del Patronato, per supportare al meglio i cittadini e le cittadine alle prese con cambiamenti di procedura e normativi. La Uil ha messo intorno ad un tavolo Istituzioni e tecnici, tutti i protagonisti di questo percorso a cominciare dalla presidente della Regione Stefania Proietti, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e l’assessora al Sociale del Comune di Perugia Costanza Spera. C’erano poi, in un secondo panel per mettere a fuoco il modello e i rischi della riforma Alessandro Germoni, responsabile dello sportello Vis ItalUil Nazionale, il direttore provinciale dell’Inps di Perugia Stefano Lorè e Alessandro Pastorelli, direttore regionale Inail. A moderare Antonio Duranti, intervenuto per l’Ital e conclusioni affidate a Santo Biondo, segretario confederale Uil nazionale. “La riforma è partita a Perugia e abbiamo preso atto che, con più collaborazione tra patronati e Inps, può funzionare meglio”, ha detto il segretario generale della Uil Umbria, Maurizio Molinari aggiungendo che la Regione ha investito molto sulla disabilità e questo ci consente di parlare di nuovi progetti. Ha fatto seguito la presidente Proietti, che ha ricordato come “la Regione è protettiva in questo campo, perché vogliamo essere diretti attuatori dei diritti delle persone con disabilità”. Per la sindaca Ferdinandi, la riforma è giusta perché “rimette la persona al centro, guarda alla persona nei propri bisogni e nelle proprie potenzialità, si passa da chi considerava scarto la disabilità a chi ora parla di risorsa. Il tema è che la riforma ha bisogno di risorse”. L’assessora Spera è entrata nel merito delle problematiche che, da amministratrice, gestisce. Duranti, per l’Ital, ha messo in guardia: “Una riforma che rende più complesso l’accesso ad un diritto non è una riforma e per questo c’è necessità dei patronati, senza i quali Inps e Inail non possono svolgere bene il proprio ruolo. Le riforme possono funzionare se nessuno resta indietro”. Germoni ha aperto il focus sulle novità della riforma e Lorè ha restituito il punto di vista di Inps: “A gennaio 2025, all’inizio della sperimentazione, non c’era nulla. Abbiamo dovuto costruire un sistema, con l’aiuto dei patronati. C’erano 18 medici e ne servivano 40. Dal 3 marzo entreranno invece i professionisti dell’ultimo concorso e arriveremo a coprire altri 17 posti. Con la partenza di Terni il lavoro sarà semplificato, perché c’è già un sistema codificato”. In Umbria, nel 2025, le domande sono state 19mila. Oggi il 92 per cento delle domande risulta ‘risolto’. Il direttore di Inail ha ricordato il lavoro dell’Istituto sul tema. A Santo Biondo il compito di tirare le conclusioni. “Ad un anno esatto dalla sperimentazione, manca una relazione pubblica che spieghi a che punto siamo. Il ministro - ha detto Biondo - ha il diritto di dire quello che ha prodotto la sperimentazione. Noi, come sindacato, vogliamo confrontarci sulla disabilità e su una riforma che non può produrre disomogeneità territoriali. Manca, ad oggi, il personale necessario. Se si vuole creare welfare stabile, non si può non investire sul personale e sulla scuola, con gli insegnanti di sostegno. Serve che il mondo della cooperazione investa su personale stabile e non precario. Il senso è che servono risorse, per evitare un attacco all’inclusione sociale. Dobbiamo puntare su osservatori e partecipazione”.