E' tutto vero! Todi ha "scippato" la rassegna "Porchettiamo" a San Terenziano! Prossima edizione dal 22 al 24 maggio
L'idea era nell'aria da tempo e le voci erano iniziate a circolare sin dalla scorsa edizione. Ora è ufficiale. "Porchettiamo", il festival delle porchette d’Italia, lascia San Terenziano e si trasferisce a Todi, dove l’edizione 2026 si svolgerà dal 22 al 24 maggio. Un cambio di location importante, simbolico e strategico (San Terenziano di Gualdo Cattaneo è stata la sede storica), per uno degli appuntamenti gastronomici più attesi dell’anno. Il format resta quello che negli anni ha conquistato migliaia di visitatori: tre giorni dedicati alla porchetta artigianale italiana, allo street food di qualità, alla convivialità e alla cultura del cibo popolare. Ma il contesto cambia, si amplia, si rinnova, con nuovi spazi a disposizione e nuove proposte. L'organizzazione della manifestazione sarà ancora guidata da Anna Setteposte e la scelta del trasferimento è stata dettata da motivi prettamente imprenditoriali, visto che alla scadenza della concessione di 15 anni con il Comune di Gualdo Cattaneo erano sopraggiunte problematiche di tipo logistico ed economico ed è stato allora che gli amministratori della città di Todi si erano fatto avanti per ospitare la manifestazione, ottenendo un'apertura che poi è diventata da quest'anno realtà. In queste settimane verranno quindi chiusi i rapporti relativi alla passata edizione tra organizzazione e operatori e amministrazione comunale e poi si penserà esclusivamente alla prossima edizione di Todi, che diventerà per un intero weekend un palcoscenico perfetto per accogliere mastri porchettai dall'Umbria e da altre parti d'Italia, chef, produttori, food truck, artigiani del gusto e appassionati provenienti da altre regioni.
Porchettiamo nasce per raccontare la porchetta in tutte le sue forme e tradizioni, ma soprattutto per raccontare le persone che la rendono un prodotto identitario: artigiani, allevatori, territori. Un cibo che affonda le radici nella civiltà contadina e che nel tempo è diventato simbolo di festa, condivisione e appartenenza.
Anche a Todi il cuore dell’evento sarà la Piazza delle Porchette, dove si potranno degustare le migliori porchette d’Italia: da quelle umbre alle grandi interpretazioni regionali, tra tradizione e innovazione. Accanto agli stand dei produttori ci saranno i panini gourmet degli chef, le cucine di strada, le birre artigianali, i vini del territorio, approfondimenti e talk, per una programmazione pensata per coinvolgere tutti: famiglie, appassionati e produttori.
Non mancheranno le aree dedicate ai bambini, la musica dal vivo, gli incontri culturali e le attività collaterali che negli anni hanno reso Porchettiamo molto più di un semplice festival gastronomico. Perché Porchettiamo non è solo un evento sul prodotto, ma con il prodotto: con le sue storie, i suoi territori, il suo popolo.
Il trasferimento a Todi rappresenta una scelta che guarda al futuro senza dimenticare le radici. Una nuova casa capace di offrire nuove opportunità e un respiro ancora più nazionale e internazionale. Stesso spirito autentico, stessa anima popolare, ma con tante novità che saranno svelate nelle prossime settimane.
“Porchettiamo è un evento che negli anni è cresciuto restando fedele a sé stesso: mai modaiolo, sempre popolare, mai scontato, sempre autentico” spiegano gli organizzatori, per poi aggiungere: “Il cambio di location è una grande sfida ma anche una grande occasione. Todi ci permetterà di aprire una nuova fase del festival, mantenendo intatto il format che il pubblico ama e introducendo nuove esperienze, nuove collaborazioni, nuovi format e declinazioni in grado di assicurare una ulteriore valorizzazione del prodotto”.
La 16/a edizione sarà quindi quella della ripartenza e del rinnovamento: un festival che continua a raccontare uno dei cibi più identitari della cultura gastronomica italiana e che guarda sempre di più all’Europa, alla tutela delle produzioni artigianali e alla valorizzazione dei territori.
Porchettiamo si conferma così non solo come un evento gastronomico, ma come un manifesto culturale: un luogo dove il cibo popolare diventa racconto, identità, cultura e festa collettiva.