Ora c'è anche l' "Atlante enogastronomico" dell'Appennino umbro marchigiano: presentato a Gubbio
L'Appennino umbro - marchigiano non come confine, ma come punto di unione di due territori che condividono storia, tradizioni, artigianalità, difficoltà, prospettive. E' questa idea che già dal 2013 ha portato alla creazione del Distretto dell'Appennino umbro marchigiano, 35 Comuni di Umbria e Marche uniti dal fine di promuovere una terra fortemente identitaria. Con lo stesso intento è nata l'Associazione per lo Sviluppo dell’Appennino Umbro Marchigiano, braccio operativo del Distretto, che ha promosso alla Biblioteca Sperelliana di Gubbio, il convegno in cui è stato presentato l' “Atlante enogastronomico”. Progettato nel 2023, finanziato dalla Fondazione Perugia e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, l'Atlante, illustrato in sala dall'esperto di marketing turistico territoriale Oderisi Nello Fiorucci, consiste in una mappatura delle eccellenze enogastronomiche del territorio, riportate su una mappa accessibile attraverso "Google maps" basata sulle informazioni inserite in “Google Business Profile”.
Cliccando sulle icone, è possibile avere informazioni sull'azienda, i suoi prodotti in vendita, gli orari di apertura, come arrivare, ma anche prenotare degustazioni o proposte di visita del territorio.
110 le attività censite, di cui la maggior parte ( 39 ) sono aziende agricole multi prodotto, altre ( 29 ) sono cantine e distillerie, quindi, a seguire, produttori di salumi e carni ( 15 ), birrifici ( 10 ) , frantoi, caseifici, vendita di tartufi, miele, farine.
“L'Atlante parte da alcune considerazioni sui flussi turistici di oggi – ha spiegato Oderisi Nello Fiorucci – Il turista chiede sempre di più di fare esperienza di attrattori non convenzionali (aziende agricole, botteghe d’arte, eventi identitari ), vuole scoprire, comprendere e gustare l’identità gastronomica del territorio, partecipare alle attività agricole e culinarie, rigenerarsi mangiando sano, praticando attività outdoor, prenotando trattamenti di wellness “.
L'Appennino può offrire tutto questo, ma va superato il “gap” delle aziende enogastronomiche oggi presenti sul territorio che sono spesso piccole o medie, con difficoltà di proporsi al turista e di interconnessione tra loro. “L'Atlante – ha spiegato Fiorucci - consente a tali aziende agricole di mettere a disposizione del turista una gamma di informazioni sui prodotti, sulle esperienze che si possono fare, sulla logistica.”
Il convegno che presentava l' “Atlante enogastronomico” si è aperto con i saluti dell'amministrazione comunale di Gubbio nella persona del sindaco Vittorio Fiorucci che ha plaudito al progetto finalizzato a fare sistema “Occorre -ha spiegato- che le aree interne facciano massa critica sia politicamente che economicamente. Serve unità d'intenti e comune visioni tra i Comuni. Fondamentale tuttavia che anche gli operatori del territorio siano aperti al cambiamento e all'aggiornamento perchè da soli gli amministratori del territorio possono fare ben poco ed è inutile poi addossare a loro le colpe dll'insuccesso.”
Presenti per la Fondazione Perugia Giovanni Bartolini del comitato d'indirizzo e per la Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana il vice presidente Lucio Pierangeli, mentre al presidente dell' “Associazione culturale per lo sviluppo dell'Appennino umbro marchigiano” Piero Chiorri il compito di ripercorrere le tappe del progetto “Città appenninica”, di cui l'Atlante è l'ultima produzione. Il progetto era nato nel 2023, dopo i convegni del 7 luglio e del 10 novembre promossi dai Comuni capofila di Fabriano e Gubbio insieme con l' Associazione, con l' obiettivo di integrare e promuovere l’area interna di Umbria e Marche attraverso la realizzazione di progetti comuni che aiutassero a superare i limiti dei confini amministrativi e a sviluppare collaborazioni funzionali .
Spazio quindi alla tavola rotonda con il professor Bruno Ronchi, ordinario di nutrizione e alimentazione animale presso l'Università della Tuscia di Viterbo con una riflessione sulle potenzialità e criticità dei sistemi zootecnici e delle relative filiere produttive nell’Appennino Umbro-Marchigiano.
Insieme a lui il professor Tonino Pencarelli, ordinario di economia e gestione delle imprese presso l'Università degli studi “Carlo Bo” di Urbino che ha illustrato il rapporto fra identità gastronomica di un territorio e turismo, dando utili indicazioni alle aziende su come progettare e produrre servizi ed esperienze per il turista.
Per il Gal Alta Umbria presente alla tavola rotonda il direttore Matteo Montanari con la felice esperienza del “ Distretto del cibo” che ha riunito aziende di Alto Tevere ed Alto Chiascio nel creare filiere di produzione e promozione di prodotti a km 0. Giovanni Colaiacovo di “Cantina Semonte” ( Gubbio – PG ) e Luca Avenanti di “Cantina Terracruda” ( Fratte Rosa – PU ) hanno portato la loro esperienza di viticoltori in aree montane di pregio, dalla sperimentazione di uno spumante proveniente dalle colline di Gubbio, al connubio tra azienda e paesaggio da tutelare della cantina pesarese.
Gloria Margaret Pierini, presidente del consorzio GAU ( Gubbio Alta Umbria ), ha fornito un valido esempio di integrazione tra Umbria e Marche attraverso eventi trasversali come la “Gran Fondo del Montefeltro”, gara ciclistica attesa per domenica 11 ottobre prossimo che, su 138 km di tracciato, conduce i partecipanti alla scoperta di Gubbio, Pietralunga, Acqualagna, Cagli, Cantiano e Scheggia e Pascelupo.
Si è parlato, infine, di come informare e accogliere il turista nelle aree interne con Nicola Piersimoni di “Happennines”, società cooperativa che lavora nel settore dell'accoglienza museale .
Conclusioni affidate al responsabile staff del sindaco di Fabriano, Daniele Salvi che ha affermato: “Non dobbiamo pensarci come una città appenninica. Se vogliamo offrire al turista, ma anche al residente una serie di offerte, di esperienze e di servizi, dobbiamo pensarci come territorio. Ce lo impongono anche le proiezioni demografiche in calo”