Ve lo ricordate come calciatore in Umbria? Oggi avvocato, l'Italia parla di lui... per presunto razzismo

04.02.2021 13:34 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Fonte: Antonello Menconi
Ve lo ricordate come calciatore in Umbria? Oggi avvocato, l'Italia parla di lui... per presunto razzismo

Ve lo ricordate calciatore sui campi dell'Umbria? Ebbene, oggi Hilarry Sedu, 34 anni, fa parlare per la sua ultima vicenda che gli è capitata da avvocato. Come tanti giovani il suo sogno era diventare calciatore ed a Castel Volturno, luogo in cui viveva, iniziò a tirare i primi calci ad un pallone. A 13 anni passò alla Salernitana. Da lì poi giocò in C con il Bellaria Igea Marina, quindi Turris, Montevarchi, Vittoria, Igea Virtus, Mazara ed appunto Orvietana nella stagione 2011/2012. Il sogno, però, venne spezzato da un duro infortunio al ginocchio. Cinque operazioni che rereso impossibile una carriera come calciatore professionista. Da lì la scelta di studiare come avvocato. Ora questa storia accaduta ieri all'interno del Tribunale dei Minorenni di Napoli. Vittima di questo episodio è stato Hilarry Sedu, 34 anni, avvocato italiano di origine nigeriana, consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, peraltro unico di provenienza africana in seno all'organismo dei legali partenopei e, qualche mese fa, candidato in una lista civica alle elezioni Regionali in Campania. E' stato lo stesso Sedu, che ha detto di esserci rimasto male (senza però considerarlo un atto di razzismo) a raccontare l'episodio sul suo profilo Facebook, buttandola un po' sull'ironia, anche se amara, ma esprimendo soprattutto rabbia e condanna per il comportamento del pubblico ufficiale, che a suo dire "andrebbe rimosso, perché non è possibile che accadano ancora cose del genere, sintomo di un retro pensiero duro a morire". "Tribunale per i minorenni di Napoli, stamattina - ha scritto Sedu sul suo profilo social - giunto il mio turno per la discussione di una causa, il neo magistrato onorario mi chiede di esibire il tesserino di avvocato, lo faccio. Stupita o stupida, mi chiede se sono avvocato, poi ancora, mi chiede se sono laureato. Vi giuro che non è una barzelletta. Impulsivo come sono, ero tentato di insultarla, ma ho voluto mettere avanti il bene della causa da trattare, perché ne vale della vita della mia assistita e della sua bambina. No, non è razzismo, è solo idiozia. È la incompetenza di un organo amministrativo che non sa scegliere i componenti privati in ausilio della macchina giustizia. Comunque, cara giudice (onorario), sono anche Consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Napoli". Raggiunto al telefono dall'Ansa, Sedu ha confermato il senso del suo sfogo, ribadendo di esserci "rimasto male due volte, anche perché non ho potuto replicare, ma avrei voluto farlo. Sono abituato da sempre a queste situazioni, e ho le spalle forti, ma non per tutti è così".