Repace si "salva" per l'inammissibilità del ricorso: resta (almeno per ora) alla presidenza della Figc umbra

11.02.2021 20:37 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Repace si "salva" per l'inammissibilità del ricorso: resta (almeno per ora) alla presidenza della Figc umbra

Luigi Repace si è "salvato". Infatti non è stata giudicata la sua posizione sulla candidabilità alla presidenza della Federcalcio, per l'inammissibilità del ricorso di Luca Fiorucci al Tribunale Federale Nazionale della Figc. Quest'ultima ha annunciato che ricorrerà al secondo grado di giudizio dopo aver conosciuto le motivazioni del provvedimento odierno. Repace era stato rieletto alla guida della Federcalcio umbra durante l'assemblea elettiva dell'11 gennaio scorso, ma era stato chiesto l’annullamento dell’assemblea elettiva stessa rifacendosi alla Legge numero 8 dell'11 gennaio 2018 in materia di limiti al rinnovo dei mandati. I legali di Fiorucci sostengono che Repace non potesse ricandidarsi per il suo sesto mandato, appellandosi ad un cavillo legale che potrebbe rendere vana l'ultima elezione. Secondo la legge “I presidenti e i membri degli organi direttivi nazionali e territoriali delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate e degli enti di promozione sportiva che sono in carica alla data di entrata in vigore della presente legge e che hanno già raggiunto il limite di cui all'articolo 16, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, come sostituito dall'articolo 2 della presente legge, possono svolgere, se eletti, un ulteriore mandato. Nel caso di cui al periodo precedente, il presidente uscente candidato e' confermato qualora raggiunga una maggioranza non inferiore al 55 per cento dei votanti”. I legali di Fiorucci hanno scoperto che il presidente Luigi Repace si era dimesso il 28 aprile 2017. Al momento dell’entrata in vigore della legge quindi non era in carica e di conseguenza non potrebbe svolgere un ulteriore mandato perché sempre secondo la stessa legge “i membri degli organi direttivi restano in carica quattro anni e non possono svolgere più di tre mandati”. Non c'è bisogno di sottolineare che Luigi Repace ha abbondantemente superato il limite essendo in carica già nel 2000, ma non essendo il presidente al momento dell’entrata in vigore della legga sarebbe stato praticamente incandidabile.