"Padova-Perugia? Non sarà la partita decisiva, anche se sarà importantissima..."

06.03.2021 11:41 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
"Padova-Perugia? Non sarà la partita decisiva, anche se sarà importantissima..."

Le parole del tecnico del Perugia, Fabio Caserta, che ha parlato alla vigilia della sfida Padova-Perugia. “Non sarà la partita decisiva – esordisce il tecnico ne testo raccolto da Umbria Radio. emittente ufficiale del club biancorosso – anche se sarà importantissima. Preparare una partita del genere è sempre molto difficile perché bisogna farne percepire l’importanza della gara, ma senza caricarla eccessivamente per non andare fuori giri. Ho cercato di far concentrare i ragazzi su quello che c’è da fare in campo e non su quello che potrebbe scaturire da questa partita. Quella di domani sarà una battaglia sportiva.

Dal punto di vista mentale abbiamo avuto  un po’ di rammarico il giorno dopo la partita con la Samb, poi abbiamo voltato pagina. E’ anche normale che loro che hanno vinto al 90′ saranno caricati, ma penso che poi quando si scende in campo tutto si azzera e le tensioni ci saranno per noi e per loro.

Mi aspettavo la vittoria del Padova perché è la prima in classifica e sta facendo un grande campionato. Anche se loro dicono che noi siamo favoriti, sicuramente siamo partiti per fare un campionato importante ma abbiamo avuto il macigno importante della retrocessione che piano piano abbiamo compensato.

Le scelte con la Samb le rifarei perché non è detto che facendone altre le cose sarebbero andate diversamente e comunque oggi è inutile pensarci perché con i “se” e con i “ma” non si possono cambiare le cose.

Il Padova imposta le partite aspettando l’avversario perché è consapevole che subisce pochi gol e che ha grande forza nelle ripartenze. Sono molto bravi sui calci piazzati, hanno grande fisicità in mezzo al campo. Hanno tante fonti di gioco, non solo Ronaldo e Chiricò, anche se a quest’ultimo devi lasciare meno spazio possibile.

Il fatto di avere 2 partite in meno può essere un vantaggio psicologico di un tesoretto di punti sui quali puoi puntare, ma poi c’è lo svantaggio di dover giocare 2 gare in più e con le assenze che abbiamo ad esempio in difesa.

I giocatori di esperienza possono dare una grossa mano in queste partite. Noi che siamo più “grandi” abbiamo il compito di dare più serenità ai giovani che possono avere anche un po’ di paura di sbagliare la giocata o il passaggio. Fulignati? Lo vedo molto sereno e soprattutto siamo noi che dobbiamo dare serenità a lui. Nel calcio è sempre facile stare vicini ed esaltare chi fa bene, più difficile sostenere chi commette un errore. Tutti commettiamo errori, magari meno visibili ma allo stesso modo importanti. Sono molto fiducioso in Fulignati”.