Alessio Panfili confermato segretario generale della Feneal Uil dell’Umbria

26.03.2026 18:00 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Alessio Panfili confermato segretario generale della Feneal Uil dell’Umbria

Alessio Panfili è stato confermato segretario generale della Feneal Uil dell’Umbria. La scelta del consiglio generale della Feneal, riunito a seguito dell’elezione da parte del congresso, riunito nella splendida cornice del Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio.

Congresso che si è aperto con il ricordo di Ilaria Sula il 9° congresso della Feneal Uil Umbria. Ilaria Sula è scomparsa a tra la sera del 25 marzo 2025 e la mattina successiva, vittima di femminicidio. Ilaria era la figlia di un lavoratore iscritto alla Feneal di Terni.

“Ricordarla oggi - è stato detto al congresso -  non è soltanto un gesto di memoria, ma anche un atto di responsabilità. È il modo con cui scegliamo di non dimenticare e di mantenere viva l’attenzione su una tragedia che, purtroppo, continua a colpire tante donne. Proprio per questo, la Feneal Umbria, lo scorso anno, ha sentito il dovere di trasformare il ricordo in un impegno concreto e ha istituito due borse di studio dedicate alla memoria di Ilaria e di tutte le donne vittime di femminicidio. Ogni anno, queste borse di studio verranno assegnate il 20 maggio, giorno del compleanno di Ilaria, ai figli laureati dei nostri iscritti. Si tratta di un gesto semplice, ma profondamente significativo: un modo per affermare che la memoria deve diventare impegno, che il dolore deve trasformarsi in responsabilità collettiva e che ciascuno di noi ha il dovere di contribuire alla costruzione di una società in cui tragedie come queste non si ripetano mai più. Ricordare Ilaria significa anche questo: continuare a dare valore alla vita, alla dignità e al futuro”.

Al congresso erano presenti il segretario generale Feneal Uil Umbria Mauro Franzolini, il segretario generale Uil Umbria Maurizio Molinari, la direttrice della Cassa edile Daniela Farinelli, Massimo Angeli direttore del personale di Colacem Spa, Elisabetta Masciarri (Fillea Cgil), Emanuele Petrini (Filca Cisl), il presidente dell’Ance di Terni Roberto Taddei, Mauro Orsini (Confapi). Erano presenti anche il presidente della cassa edile di Perugia Moreno Spaccia le direttrice del Formedil Terni Paola Donati, del  Formedil Perugia Cristiana Bartolucci in rappresentanza Ance Umbria Pietro Re Dionigi.

“In una regione come l’Umbria, caratterizzata da fragilità strutturali ma anche da grandi potenzialità, il sindacato delle costruzioni - ha detto Panfili - svolge una funzione che va ben oltre la tutela contrattuale. Difendere il lavoro significa difendere il territorio, la sicurezza delle comunità, la qualità delle opere pubbliche, la legalità e la coesione sociale. L’Umbria è una regione interna, priva di grandi aree metropolitane e caratterizzata da una struttura economica fragile e frammentata. Il sistema produttivo è composto prevalentemente da micro e piccole imprese, spesso a carattere familiare, con una limitata capacità di investimento, innovazione e internazionalizzazione. Questa configurazione rende l’economia regionale particolarmente esposta alle crisi cicliche e ai cambiamenti strutturali”. Nello specifico Panfili ha fatto il punto sulla ricostruzione del 2016, dove “troppo spesso c’è ricorso al subappalto. In alcuni casi la catena di subappalto amplifica la diffusione del lavoro precario perché la forte competizione tra imprese si traduce nella compressione dei diritti e la minore previsione di infortuni”. Ampio spazio alla sicurezza sul lavoro e agli infortuni, dove il settore dell’edilizia è sempre esposto: “Ogni infortunio non è un dato statistico ma ferite che colpiscono famiglie e territori. Nessuna esigenza produttiva produttiva può giustificare la messa a rischio della vita del lavoratore. La sicurezza resta una vera emergenza civile. La formazione continua e certificata è uno strumento essenziale di prevenzione. Le Scuole Edili e gli Enti bilaterali rappresentano un presidio fondamentale per diffondere una vera cultura della sicurezza”. Rivendicato il rafforzamento del ruolo dei rappresentati dei lavoratori per la sicurezza territoriali e una maggiore integrazione tra formazione, controlli e contrattazione. 

Sul fronte Pnrr, riconosciuto come uno degli strumenti principali. In Umbria sono stati oltre 4mila i progetti sviluppati per un valore complessivo di oltre 2,7 miliardi di euro, con interventi diffusi su tutto il territorio regionale. Gli investimenti più rilevanti riguardano in particolare le infrastrutture, la transizione ecologica, la digitalizzazione dei servizi, nonché interventi nei settori della scuola, della sanità e del sostegno alle imprese. “Permangono tuttavia alcune criticità legate alla complessità delle procedure, ai tempi di progettazione e alla capacità amministrativa degli enti locali, che rendono necessario un costante monitoraggio dello stato di attuazione degli interventi. Il pieno utilizzo delle risorse del PNRR rappresenta infatti una leva fondamentale per rafforzare le infrastrutture, sostenere l’occupazione e favorire lo sviluppo economico e sociale della regione”. Toccato anche il tema della legalità e della transizione ecologica nel settore, che diventa fondamentale per il settore. “Anche in Umbria, nonostante l’esistenza di strumenti di controllo e di una tradizione di relazioni industriali strutturate, persistono fenomeni di lavoro nero o irregolare, evasione contributiva e utilizzo improprio dei contratti di lavoro”. E nelle conclusioni: “Ogni lavoratore caduto sul lavoro, anche qui nella nostra regione, ci affida una responsabilità precisa: trasformare il dolore in impegno, la memoria in azione, la rabbia in determinazione sindacale”.

Nel suo intervento, il segretario generale Uil Umbria Maurizio Molinari ha ricordato la ripartenza dell’organizzazione e ha richiamato la politica al “coraggio delle scelte” sulla sanità, sulle infrastrutture e sui progetti industriali per sviluppare investimenti e curare lavoro. Conclusioni affidate al segretario generale Mauro Franzolini. “Un Paese che è la seconda manifattura industriale che non pensa ad una politica di sostegno all’industria, preoccupa”, ha detto Francolini ricordando che gli abitanti calano e l’età media si alza”. E poi “senza Pnrr andremo in recessione, a prescindere dal tema del petrolio. Ma non fare le riforme significa condannare il Paese all’irrilevanza”. Franzolini ha spaziato tra i morti sul lavoro “che sono una responsabilità” all’impegno per la tutela delle case italiane”.