Il ricordo di Fausto Belia, amico e giornalista di lungo corso che ci ha lasciato ieri sera

11.09.2026 11:38 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Fonte: Laurent De Bai
Il ricordo di Fausto Belia, amico e giornalista di lungo corso che ci ha lasciato ieri sera

Pubblichiamo il ricordo pubblico di Laurent De Bai dell'amico giornalista Fausto Belia, scomparso ieri sera. "Ciao, amico fraterno mio Fausto. Ci sono notizie che non si vorrebbero mai ricevere. Notizie che arrivano e, per qualche istante, lasciano senza parole, perché nessuna frase sembra davvero capace di raccontare quello che si prova. Ieri sera, 10 settembre 2026, alle 23.15, è arrivata quella telefonata che avrei voluto non ricevere mai. È stata tua nipote Francesca a comunicarmi che non c’eri più. Il nostro Fausto. Il mio amico fraterno. Avevi 75 anni e ci hai lasciati dopo aver affrontato, con la dignità e il coraggio che ti hanno sempre contraddistinto, una breve ma implacabile malattia. Eri un uomo tutto d’un pezzo, Fausto. Sapevamo quanto fosse difficile la battaglia che stavi combattendo, eppure davanti alla morte di una persona alla quale si vuole veramente bene non si è mai preparati. Oggi resta il dolore. Resta il silenzio. Resta soprattutto quel vuoto difficile da spiegare che lascia la perdita di un amico vero. Con te se ne va anche una figura importante del giornalismo e della comunicazione istituzionale dell’Umbria. Professionista competente, rigoroso e stimato, nel corso della tua lunga carriera sei stato capo servizio dell’Ansa in Umbria, corrispondente dell’Ansa da Parigi e, negli anni Ottanta, hai lavorato presso l’Ufficio Stampa della Regione Umbria. Hai attraversato stagioni diverse del giornalismo mantenendo sempre lo stesso stile: serietà, equilibrio, curiosità e rispetto per la notizia e per le persone. E poi c’era lo sport, una delle tue grandi passioni. Lo conoscevi, lo raccontavi, lo vivevi. Quella competenza ti portò anche a vivere una delle esperienze più importanti per un giornalista sportivo: le Olimpiadi di Sydney, che seguisti come inviato dell’Ansa. Molti umbri ti ricorderanno anche per gli anni degli inizi a Radio Perugia Uno, Umbria TV, quando l’emittente aveva ancora sede in Piazza Danti. Era un altro tempo, un altro modo di fare televisione e giornalismo. Ma già allora avevi quella passione, quella curiosità e quel rigore professionale che ti avrebbero accompagnato per tutta la vita. Questa è la storia del professionista. Ma oggi io non voglio salutare soltanto il giornalista Fausto Belia. Voglio salutare Fausto, l’uomo, l’amico e, per me, anche un maestro. Perché gli incarichi, Parigi, l’Ansa, le Olimpiadi e la televisione raccontano la tua carriera. Ma non possono raccontare fino in fondo quello che sei stato per me. Se oggi sono il professionista e il giornalista che sono, una parte importante del merito è tua, Fausto. Mi hai insegnato tanto. Non soltanto come si fa questo mestiere, ma soprattutto come si deve essere giornalisti. Mi hai insegnato che dietro una notizia ci sono sempre delle persone. Che la credibilità si costruisce giorno dopo giorno. Che essere giornalisti significa avere curiosità, rigore, responsabilità, rispetto e umiltà. Molte delle cose che oggi fanno parte del mio modo di lavorare portano qualcosa dei tuoi insegnamenti. E di questo ti sarò grato per tutta la vita. Ma oggi, Fausto, c’è soprattutto un ricordo che continua a tornarmi in mente. Il nostro ultimo scambio telefonico. Una conversazione normalissima. Una di quelle alle quali, mentre le vivi, non attribuisci nessuna importanza particolare. Perché pensi che ce ne sarà un’altra. E poi un’altra ancora. Non potevo sapere che quelle parole sarebbero rimaste per sempre le ultime. Con quel tuo modo di parlare, così familiare, mi dicesti in perugino: «Arcordati de portamme una cassa d’acqua a casa, che non posso portalla… e tuo fratello è vecchio!». Oggi ripenso a quella frase e mi si stringe il cuore. Perché dentro quelle poche parole c’eri tutto tu. La semplicità. La confidenza che avevamo. Quel modo diretto e affettuoso di chiedermi una mano. E persino la tua ironia, quel chiamarti “tuo fratello” che diceva molto più di tante dichiarazioni d’amicizia. Era una cassa d’acqua. Una cosa piccola, quotidiana. Eppure oggi darei qualsiasi cosa per sentire ancora squillare il telefono e sentirti dire un’altra volta: «Arcordati…». È strano come funziona la vita. Pensiamo che saranno i grandi momenti a rimanere impressi per sempre. Poi arriva un giorno come questo e scopriamo che sono proprio le cose più semplici a farci sentire maggiormente la mancanza di qualcuno. Una telefonata. Una battuta. Una richiesta fatta a un amico. Una voce dall’altra parte del telefono. Oggi quella voce mi manca già terribilmente. In queste ore così difficili, il mio pensiero e il mio abbraccio più affettuoso vanno a tuo fratello Enzo e alle tue nipoti Francesca e Beatrice, che ti sono rimasti accanto con amore e dedizione fino al tuo ultimo respiro. A loro va tutta la mia vicinanza. Nessuna parola potrà colmare il vuoto che lasci. Ma spero possa essere di conforto sapere quanto affetto, quanta stima e quanta amicizia hai saputo seminare durante il tuo cammino. Perché alla fine è questo che rimane di una vita. Rimane ciò che abbiamo lasciato negli altri. E tu, Fausto, hai lasciato tanto. Hai lasciato il ricordo di un professionista serio. Hai lasciato gli insegnamenti di una lunga carriera. Ma soprattutto hai lasciato il ricordo di un uomo perbene. I funerali si terranno domani alle ore 11.00 a Bastia. Ciao, amico fraterno mio. Grazie per il cammino condiviso. Grazie per le nostre conversazioni. Grazie per i tuoi consigli. Grazie per avermi insegnato questo mestiere. Grazie per aver contribuito a fare di me il giornalista e il professionista che sono oggi. E grazie, soprattutto, per la tua amicizia. Oggi salutarti fa davvero male. Ma averti incontrato, conosciuto e avuto accanto nel mio percorso umano e professionale è stato un privilegio. E quella tua ultima parola continuerà a risuonarmi dentro: «Arcordati…». Sì, Fausto. Mi ricorderò. Mi ricorderò di te, dei tuoi insegnamenti, delle nostre telefonate, delle risate e dell’amicizia che ci ha legati. Non ti dimenticherò. Buon viaggio, fratello mio. Riposa in pace, Fausto".