Tutto pronto a Perugia per il terzo "Mondialito per la Pace", torneo di calcio interculturale che si giocherà a Prepo
Torna per la terza edizione il Mondialito per la Pace, il torneo di calcio interculturale organizzato dall’associazione Mundialito per la Pace, in programma dal 13 giugno al 26 luglio al campo sportivo “Alfio Branda” di Prepo. Alla conferenza stampa sono intervenuti, in rappresentanza della Provincia di Perugia, la consigliera Francesca Pasquino, delegata alla programmazione scolastica e alle pari opportunità, e il consigliere Andrea Bacelli, delegato alle politiche giovanili e allo sport, gli assessori del Comune di Perugia Costanza Spera (politiche sociali) e Pierluigi Vossi (sport), il presidente dell’associazione Mundialito per la Pace Asd Aps Enrico Mbonde Ganje con il vicepresidente Jules Njoya, oltre a Barbara Sellari, vicepresidente de Il Ponte d’Incontro 3.0, tra i partner del progetto Voci in Rete. Il Mondialito per la Pace, giunto alla terza edizione, si conferma un appuntamento in crescita che continua a coniugare sport, inclusione e dialogo tra culture. Saranno 13 le squadre partecipanti (Africa United; Albania, vincitrice dell’edizione 2025, Camerun, Congo, Costa d’Avorio, Ecuador, Gambia, Guinea, Guinea Bissau, Italia, Mali, Nigeria, Senegal), in rappresentanza delle diverse comunità presenti sul territorio umbro, in un torneo che va oltre la dimensione sportiva per diventare spazio di incontro, confronto e condivisione.
Tra le principali novità di quest’anno, si rafforza il valore sociale dell’iniziativa anche grazie all’integrazione nel progetto “Voci in Rete – Insieme per il benessere e il protagonismo delle nuove generazioni”, promosso dalla Provincia di Perugia come ente capofila nell’ambito del programma nazionale ProvinceXGiovani finanziato da Upi. Il progetto, rivolto a giovani tra i 14 e i 35 anni, mira a contrastare il disagio giovanile e a promuovere partecipazione attiva, cittadinanza e benessere emotivo e psicologico dei giovani. Accanto al torneo saranno realizzate attività di comunicazione e storytelling sociale attraverso la campagna #PlayForPeace, che raccoglierà testimonianze, interviste e racconti dei partecipanti, trasformandoli in contenuti video, fotografici e digitali capaci per ampliare l’impatto dell’iniziativa anche oltre il campo da gioco.
“Ringrazio l’associazione Mundialito per il grande lavoro svolto – ha detto la consigliera provinciale Pasquino -. Quella che inizialmente sembrava una sfida non semplice ha dato vita a una progettualità consolidata e sempre più condivisa. Quest’anno la Provincia ha voluto inserire il torneo di calcio interculturale all’interno di Voci in Rete. Lo ha fatto in qualità di ente capofila del partenariato composto da realtà del terzo settore che sviluppa questo progetto capace di esaltare il protagonismo di giovani e associazioni, oltre che il valore della collaborazione. Insieme all’Upi siamo impegnati nella promozione del benessere e del protagonismo delle nuove generazioni, in una fase in cui il disagio giovanile è sempre più diffuso, tra isolamento, fragilità e dipendenze anche digitali. Ringraziamo tutte le realtà che intendono lavorare al nostro fianco per rendere protagonisti i giovani anche fuori dal campo di calcio”.
Pasquino si è soffermata sulla campagna #PlayForPeace, dal forte valore educativo perché darà ai ragazzi gli strumenti per raccontarsi: “I partecipanti non saranno solo atleti ma anche narratori, produttori di significato. Così la loro esperienza diventerà patrimonio condiviso, messaggio che uscirà dallo stadio per raggiungere la città”.
“Il Mondialito non è solo un torneo di calcio: è un’esperienza che va oltre lo sport e costruisce comunità - ha aggiunto il consigliere Bacelli -. Le squadre rappresentano le diverse comunità presenti in Umbria, ma grazie a questa iniziativa diventano una sola. Le istituzioni investono volentieri in una manifestazione che racconta uno sport inclusivo, realmente per tutti, in continuità con percorsi già avviati come Game On”.
“Abbiamo visto crescere questo progetto anno dopo anno, anche dal punto di vista organizzativo, fino a diventare una rete strutturata – ha poi sottolineato l’assessora Spera -. Il Mondialito non è solo un torneo, ma un percorso che include momenti di dialogo interculturale e riflessione su temi fondamentali come la pace e l’autodeterminazione dei popoli. Siamo orgogliosi di sostenere un’iniziativa di respiro anche extraregionale, che rappresenta uno stimolo per altri territori. Il suo messaggio di fondo è chiaro: pace e intercultura, valori che le istituzioni condividono profondamente”.
“Ho visto nascere questo progetto tre anni fa – è intervenuto l’assessore Vossi - e oggi rappresenta la sintesi di un percorso che ha permesso a tanti ragazzi e ragazze di incontrarsi. Il Mondialito è lo specchio della Perugia di oggi e del nostro Paese: una realtà multietnica che ha bisogno del filo conduttore dell’accoglienza. Questo evento sportivo esalta il valore della convivenza pacifica delle diversità: compito delle istituzioni è creare le condizioni perché la bellezza delle differenze emerga pienamente”.
Enrico Mbonde Ganje, presidente dell’associazione Mundialito per la Pace, ha commentato: “Grazie al sostegno delle istituzioni siamo certi che il Mondialito continuerà a crescere. È un evento sportivo, ma ciò che lo rende speciale è ciò che accade intorno alle partite, ovvero l’incontro tra gruppi diversi, famiglie, bambini, storie e culture. Il gioco crea la pace e la pace crea il gioco: invitiamo tutti a vivere le emozioni del Mondialito”.
Jules Njoya, vicepresidente, ha ribadito l’importanza del sostegno istituzionale, mentre Barbara Sellari, vicepresidente de Il Ponte d’Incontro 3.0 APS, ha concluso ricordando che “dietro ciascuna delle 13 squadre partecipanti c’è una bandiera e dietro ogni bandiera una cultura. La diversità rappresenta un valore aggiunto fondamentale per la nostra società e il Mondialito ne è una testimonianza concreta”.