Le parole di Roberto Biagioli, presidente dell'Orvietana "Ci ho pensato un po' prima di decidere di parlare..."
Si rivela double face il Roberto Biagioli, Presidente dell’Orvietana Calcio, dopo il rocambolesco pareggio di Trestina: “Ho pensato un po’ prima di decidere se parlare o meno, in considerazione degli effetti provocati, altre volte dalle mie parole. Alla fine, scelgo di farlo affinché non passi la teoria del “chi tace acconsente”. Prima, però, desidero esprimere la soddisfazione e complimentarmi con Tommaso Barbini, nostro giocatore e unico rappresentante di un club umbro al Torneo di Viareggio, condivisibili con le squadre del nostro settore giovanile, tutte in posizioni di grande riguardo all’approssimarsi della fine dei campionati. Non è la prima volta che succede né sarà l’ultima se saremo bravi a proseguire sulla strada giusta. Che, sia ben chiaro, non è quella voluta da chi decide il calcio nazionale che sembrerebbe impegnarsi al massimo per danneggiare le Società con la fine dei vincoli, le nuove formule dei contratti e molto altro. Mi chiedo, come questi signori valutino le debacle subite dai club italiani in campo internazionale, i play off per cercare di arrivare ai mondiali, l’insistere e il persistere con l’impiego di calciatori non italiani nei campionati maggiori a bloccare la maturazione e le esperienze che contano ai giovani cresciuti e preparati dai settori giovanili nostrani. Esempio tangibile proprio il Torneo di Viareggio, una volta vetrina del calcio giovanile internazionale e che adesso sopravvive costretto com’è a raccattare club di valore improbabile. Ciò detto, torniamo alla nostra dimensione, la quarta serie conquistata al termine di un percorso che, con il sottoscritto alla presidenza, ci ha visto scendere dalla serie D fino in Promozione, tornare in Eccellenza, vincere il campionato e salire di nuovo in una serie nazionale che, per quanto dato fino a oggi, non voglio assolutamente perdere. Mancano sette giornate e l’attuale posizione di classifica lascia poco al caso: servono assolutamente punti che nessuno regala e vanno conquistati con coraggio, determinazione e, soprattutto, carattere. Quello che, a mio modo di vedere, è venuto a mancare con il Trestina. Roba, che non si compra al mercato e quindi va utilizzata nel migliore dei modi quella a disposizione. Non sta a me entrare nel merito della formazione ma le esperienze fatte in questi anni credo mi autorizzino a pronunciare queste parole. Nessuno fraintenda il senso, però. Non vorrei si pensi al carattere come a un mezzo utile per protestare con tro l’arbitro o attaccare briga con gli avversari. Per me, significa più agonismo o meglio maggiore cattiveria agonistica. Quella vista non è sufficiente. Insomma, partite come quella di Trestina si deve provare a vincerle anche in inferiorità numerica. Me ne fotto (passatemi il termine) del bel gioco se questo non serve a far punti. Diciamo che, in questo sono “allegriano”, alias, meglio giocar male ma vincere. Abbiamo perso nove partite in casa. Smettiamola di voler trovare, per forza, spiegazioni che non sono mai convincenti. Bisogna cambiare registro una volta per tutte. Deve capirlo lo staff, i calciatori e fino all’ultimo degli addetti. E non abbia a ripetersi l’incresciosa gazzarra nella quale siamo stati attori, anche protagonisti, nel finale e nel postpartita. Ivi compresa persona non tesserata intrufolatasi per manifestare contro il direttore di gara il cui unico contributo sono stati una multa di 600 € della quale avremmo fatto a meno volentieri che si aggiunge a qualche squalifica peraltro evitabile. Me ne sono vergognato e la cosa mi ha dato veramente fastidio. L’Orvietana, o almeno questa Orvietana, deve saper combattere con gli avversari solo sul campo. Pretendo che questo sia chiaro per tutti.