L'Umbria diversa dall'Italia: qui si ammalano più le donne degli uomini

02.04.2020 12:25 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
L'Umbria diversa dall'Italia: qui si ammalano più le donne degli uomini

Umbria in controtendenza. Lo scrive La Nazione a firma di Erika Pontini e Sara Minciaroni. Il numero degli uomini e delle donne contagiati sono in equilibrio, a differenza di quanto avviene a livello nazionale: sul campione di 1051 positivi (di 48 ore fa) i maschi sono 520 e le donne 529. Anche se in ospedale – dicono i medici – arrivano comunque più uomini: sintomo che sviluppano la malattia in maniera più severa. Nella regione in cui 1/5 della popolazione è over 70 e le donne rappresentano il 51,8% del totale, i malati hanno in media 52,6 anni. Nella nostra regione, anche se il campione per determinare una statistica è ancora troppo basso, la fascia più colpita dal virus risulta quella tra i 46 e i 60 anni. Dice la dottoressa Cecilia Becattini, a capo del Reparto di medicina interna (unità cardiovascolare) del Santa Maria della Misericordia: «Da noi – spiega - arrivano soprattutto uomini. Vedremo poi nei conteggi ma la mia visione è che siano soprattutto maschi tra i 45 e i 75 anni. Nessuno sotto i trent’anni perché magari hanno forme più lievi». E poi ancora muovendosi tra i dati si nota che sono 236 i positivi tra i 61 e i 75 anni, 87 quelli tra 76 e 85 anni e 38 gli over 85. Tra i contagiati anche due centenarie di 100 e 103 anni. In questa fascia sono avvenuti però la maggior parte dei 38 decessi umbri dall’inizio dell’epidemia che nella regione, è scattata il 28 febbraio con il giovane vigile del fuoco (ora guarito). Tornando al dato osservato sotto il profilo del genere i numeri restituiscono anche un’altra lettura: la maggior differenza nel numero dei contagi tra uomini e donne si registra nella fascia di età under 45. Nell’età compresa tra i 19 e i 45 anni le donne positive sono risultate 194 e gli uomini 147. Distanza che si accentua ancora di più osservando la fascia 19- 30 anni nella quale gli uomini colpiti sono 38 e le donne addirittura 60. E sempre in linea con il dato nazionale infine si registra di nuovo un aumento dei casi nelle donne nella fascia over 85, ma qui si spiega con la composizione demografica (le donne sono generalmente più longeve). Pochi i giovanissimi sottoposti a tampone e risultati positivi, ma comunque sono in percentuale un numero maggiore rispetto al livello nazionale dove rappresentano l’1%. In Umbria sono 49 (ovvero il 4,6%) sotto i 18 anni e 26 sotto i 10 anni, compresi due neonati. «Difficile dirlo», risponde il dottor Claudio Sfara interrogato sulle possibili motivazioni di queste differenze, l’infettivologo rientrato in servizio per l’emergenza spiega che «alcune differenze possono essere dettate anche dai diversi comportamenti tra uomini e donne, come per l’igiene». «I piccoli numeri dell’Umbria ancora non possono dirci niente – spiega il dottor Flavio Falcinelli, ematologo – E le statistiche nazionali sono troppo pasticciate. Stiamo vedendo solo la punta dell’iceberg e invece per capire realmente l’andamento bisognerebbe fare come a Vò dove è stato eseguito lo screening su tutti. Poi guardi le patologie autoimmuni sono più presenti nelle donne. Questa non lo è, anzi è il contrario ma in generale, dal punto di vista immunologico cosa fanno gli estrogeni non è ancora così chiaro. Si può valutare che gli uomini fumano di più e hanno svolto lavori più insani, inalato polveri ad esempio e il polmone è un organo delicato». Piuttosto, secondo il dottor Falcinelli, come anche a parere del professor Fabrizio Stracci, del nucleo epidemiologico istituito dalla Regione, occorrerà chiarire perché il virus è più aggressivo con alcuni. «Ci sono tanti asintomatici – afferma Falcinelli – e altri che per il virus ci muoiono. Fino a quando non capiremo questo il Coronavirus metterà ancora tanta paura».