In Umbria sono il 40% i furbetti del Reddito di Cittadinanza: già 450 le revoche attuate a Perugia

09.04.2021 17:01 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
In Umbria sono il 40% i furbetti del Reddito di Cittadinanza: già 450 le revoche attuate a Perugia

Sono già 450 i redditi di cittadinanza fin qui revocati nel capoluogo umbro. Come scrive la Nazione, i controlli dell’Inps potrebbero scovare molti più furbetti e far emergere ancora tante irregolarità. La direzione regionale dell’Umbria dell’Istituto di previdenza nazionale, coordinata da Fabio Vitale che soltanto da poco ha assunto la carica di vertice, ha già accertato che circa il 35-40% delle percezioni di Reddito di cittadinza nella nostra regione potrebbero essere indebite e dunque dovranno essere revocate. La stima dell’Inps, che sta svolgendo ampi controlli con l’obiettivo di individuare tutti i casi di indebita percezione da parte di chi non ha diritto alla prestazione, è in corso proprio in queste settimane. La sola sede di Perugia, con esclusione delle Agenzie, ha in carico circa 3.300 Redditi di cittadinanza e di questi, come detto, ben 450 sono già stati revocati a cittadini comunitari privi del requisito della residenza in Italia da almeno dieci anni. La direzione regionale Umbria sta dunque procedendo a un controllo massivo sui redditi/pensioni di cittadinanza in pagamento nel territorio regionale. L’obiettivo è individuare tutti i casi che non ha diritto alla prestazione assistenziale varata dal primo Governo-Conte. Al 28 febbraio in Umbria erano circa 10.000 i nuclei familiari percettori del sussidio per un totale di oltre 21.000 persone coinvolte ed un importo medio mensile di circa 530 euro. Come noto, ricorda l’Inps regionale dell’Umbria per accedere al reddito/pensione di cittadinanza è sufficiente autocertificare il possesso dei requisiti richiesti, alcuni dei quali riguardano fatti non accertabili immediatamente dall’Inps, quali ad esempio la residenza sul territorio italiano da almeno 10 anni o la corrispondenza tra il nucleo familiare dichiarato in Isee e quello presente in anagrafe comunale. Per questi requisiti l’Istituto procede ad una verifica successiva. Il risultato sulle 450 irregolarità emerse nel capoluogo, spiega lo stesso direttore Vitale, è solo parziale, in quanto i controlli sono tuttora in corso e riguardano tutti i requisiti per i quali è necessario procedere a verifica. La stima è che circa fino a quattro su dieci delle percezioni siano indebite e dunque dovranno essere revocate. «In un contesto difficile come quello che stiamo vivendo, in piena pandemia – spiega ancora il numero uno della direzione regionale dell’Umbria –, è particolarmente importante che le risorse economiche vengano utilizzate nel rispetto della legalità. Il reddito di cittadinanza, al pari di altre prestazioni assistenziali – conclude il direttore Vitale – , è una misura utile per sostenere chi ne ha bisogno, ma ovviamente non deve essere abusata. Il nostro impegno in questa direzione sarà massimo, in sinergia con tutti gli altri attori istituzionali coinvolti».