Il bambino di otto anni non iscritto alla scuola calcio? "La colpa non è della società, ma di singoli dirigenti"

Sulla vicenda del bambino di otto anni a cui è stata negata l'iscrizione alla Scuola Calcio per la diversa svelta del fratello maggiore, portata alla luce da Perugia24.net dopo un post della mamma e ripresa poi puntualmente da tutti i mass media, è la stessa madre del bambino, Elisabetta, ad intervenire. "Noi ringraziamo per tutta la solidarietà che ci ha avvolto. Teniamo a precisare - dice - che moltissime persone, all'interno della stessa società, si sono fin da subito dissociate da quanto deciso. Infatti non è nostra intenzione buttare fango su un'ottima società che in questi anni ha costruito un luogo di aggregazione per ragazzi e famiglie e nella quale abbiamo incontrato persone squisite che nel tempo sono diventati amici. Delle decisioni aberranti di pochi non ne devono rispondere le centinaia di ragazzi che si divertono e si incontrano al campo. Abbiamo scelto di non scrivere il nome della società perché condanniamo la scelta della dirigenza nei confronti di nostro figlio e non l'intera società in quanto tale". La questione meriterebbe tuttavia un approfondimento ben oltre il destino del piccolo di otto, che alla fine resterà inevitabilmente, ingiustamente ed inconsapevolmente penalizzato. Seppur la situazione è ben più articolata ed ampia di quanto si possa immaginare ad una prima lettura... Ma non mancheranno occasioni per scendere nei dettagli.