Alla primaria "Di Vittorio" di Umbertide emozioni per l'incontro su "Educare alla legalità" nel segno di Falcone e Borsellino
Quante emozioni! Da far venire i brividi! La scuola primaria “Di Vittorio” di Umbertide ha ospitato l’incontro “Educare alla legalità: conoscere Falcone e Borsellino per diventare cittadini responsabili”, evento conclusivo del percorso di educazione civica promosso dalle classi quinte in occasione della Giornata della Legalità di domani, sabato 23 maggio. Un’importante occasione di crescita e riflessione per i più giovani, pensata per avvicinare gli alunni ai valori della legalità, del rispetto delle regole, della responsabilità civile e dell’impegno quotidiano come cittadini consapevoli. Dopo il saluto introduttivo della dirigente scolastica Raffaella Reali, sono intervenuti il sindaco di Umbertide Luca Carizia, che ha portato il saluto istituzionale dell’Amministrazione Comunale rivolgendosi a tutti i presenti e in particolare agli studenti, Antonina Sabatino, magistrato che ha operato a Palermo negli anni più difficili della lotta alla mafia al fianco di Falcone e Borsellino, Davide Lupo, magistrato ordinario in tirocinio presso il Tribunale di Perugia e prossimo giudice dal mese di giugno, e Marianna Moneti, funzionario della professionalità di Servizio Sociale presso l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Perugia. Presenti anche l’assessore Alessandro Villarini, il Vice Questore Aggiunto Adriano Politano, dirigente del Commissariato di P.S. di Città di Castello, l’Ispettore Lucio Stazi, comandante del Distaccamento Polizia Stradale di Città di Castello, e il Mar. ord. Cesare Rampazzi Minella, comandante della Stazione Carabinieri di Umbertide. Attraverso testimonianze dirette e momenti di confronto, gli alunni hanno compreso come la legalità non sia un concetto astratto, ma un valore concreto da vivere ogni giorno attraverso piccoli gesti, senso civico e comportamenti responsabili.
Momenti di grande commozione si sono vissuti durante il racconto del magistrato Nina Sabatino che ha ricordato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino come “persone normalissime che hanno cercato soltanto di fare il loro dovere e che hanno portato le loro idee fino in fondo”. Nel raccontare la quotidianità vissuta fianco a fianco con questi due simboli della lotta alla mafia, la Sabatino ha parlato di un “Giovanni molto timido e di un Paolo molto estroverso, due caratteri opposti ma che andavano perfettamente d'accordo”.
Nell’incontro è stato più volte evidenziato come la lotta alla mafia sia diventata più forte grazie al coraggio e al lavoro di magistrati come Falcone e Borsellino, che hanno dedicato la loro vita alla ricerca della giustizia e alla difesa della legalità. Il loro impegno ha rappresentato una svolta importante nella lotta contro la criminalità organizzata, tuttavia, insieme a loro non bisogna dimenticare anche tutte le altre persone che hanno perso la vita, come agenti della scorta, servitori dello Stato e cittadini innocenti che hanno condiviso lo stesso destino. Il loro sacrificio ci ricorda che la libertà e la giustizia hanno spesso richiesto un prezzo altissimo e che la loro memoria deve continuare a essere un esempio per tutti.
“La nostra missione non è solo quella della repressione e della prevenzione dei reati – ha detto Adriano Politano, dirigente del Commissariato di P. S. di Città di Castello - ma è anche quella di educare alla legalità le nuove generazioni. E’ importante ricordare certe figure, così com’è importante ricordare il pericolo e il rischio in questo lavoro, chi ha dato la vita per fare del bene, per la giustizia. Spesso oltre a magistrati ci sono stati anche uomini delle scorte, quindi è bene ricordare che sono persone normali, non supereroi, che oggi non ci sono più perché semplicemente hanno fatto il loro dovere di servizio”
“Come diceva il dirigente Politano -ha continuato Lucio Stazi comandante del distaccamento P.S. di Città di Castello- insieme ai magistrati hanno perso la vita anche dei colleghi nell’adempimento del loro servizio che poi svolgiamo quotidianamente per tutti voi, per la collettività. La società in cui viviamo è regolarmente organizzata, alla base ci sono delle regole, delle norme, delle leggi e l’impegno di tutte le forze dell’ordine è far sì che la nostra società civile cresca e si sviluppi rispettandole”.
“Eventi come questo ci ricordano i veri eroi della società – ha aggiunto Cesare Rampazzi Minella comandante della Stazione Carabinieri di Umbertide -. Noi tutti delle forze dell’ordine teniamo molto ai progetti e alla diffusione della cultura della legalità perché oltre che a prevenire è importantissimo educare e l’educazione parte proprio dalla giovane età”.
L’evento promosso dalla nostra scuola primaria Di Vittorio – ha affermato la dirigente scolastica Raffaella Reali – rappresenta un’importante occasione di crescita e formazione, oltre che un’iniziativa di grande valore educativo e sociale che testimonia l’impegno nel valorizzare le nuove generazioni attraverso la diffusione dei principi di legalità, consapevolezza civica e rispetto delle istituzioni, pilastri essenziali per costruire il futuro della nostra comunità”.