"A Perugia lo scorso anno quando sono entrato abbiamo fatto la remuntada"

05.10.2021 19:02 di Redazione Perugia24.net   vedi letture
"A Perugia lo scorso anno quando sono entrato abbiamo fatto la remuntada"

E’ arrivato in punta di piedi, pur se dall’alto delle quasi 200 gare tra i professionisti e le 134 in B con la maglia del Brescia. Il portiere Minelli si presenta così ai tifosi.

Minelli, benvenuto a Frosinone. Come ti stai trovando? Conoscevi già qualcuno dei tuoi attuali compagni?
“Sono contento di essere venuto a Frosinone, in una Società così importante. Mi sto trovando veramente bene, quanto ai compagni non li conoscevo se non per il fatto di averli affrontati da avversario. Anzi, avevo già una certa conoscenza di Viktor (De Lucia, ndr) perché giocava a Salò, vicino a casa mia a Brescia ed è l’unico contro il quale ho giocato contro nelle ultime stagioni. Mi ritengo comunque fortunato perché il preparatore dei portieri, Lello Senatore, lo avevo già avuto nel Brescia. Sono contento che mi abbia cercato, adesso sta a me ripagare la fiducia”.

Una carriera importante la sua in serie B. Arriva a Frosinone per fare la chioccia o per scalare le gerarchie?
“Io sono sempre stato abituato a giocarmela. Ed ho sempre avuto colleghi che, come me, volevano competere per giocare. Anche perché questo aspetto è da aiuto a chi è il titolare ma anche a livello generale. Ma soprattutto perché io non mi accontento mai del mio livello di prestazioni. Sono qui, darò tutto me stesso. E poi vedremo”.

Ci racconti un po’ come è nata la trattativa con il Frosinone?
“Ero a casa, mi ha chiamato Lello Senatore, convinto che fossi rimasto al Perugia perché lo scorso anno quando sono entrato (nella seconda metà della stagione, ndr) abbiamo fatto una ‘remuntada’ che ci ha portato alla promozione. Invece lì poi hanno fatto altre scelte. Quando mi ha chiamato Lello, mi disse che avevano bisogno di un altro portiere, se volevo venire a Frosinone per giocarmela. Ci ho pensato meno di mezza giornata ed ho accettato subito”.

Cosa porti della tua esperienza passata qui al Frosinone?
“Sono fortunato perché ho già fatto diverse partite in serie B anche se nelle ultime due stagioni ero in serie C, pur se in piazze molto importanti. Ho tanta esperienza, credo. Ho giocato nel Brescia da giovane e vi assicuro che è una piazza abbastanza calda e difficile, lo dico da bresciano”.

Hai avuto modo di vedere il Frosinone, contro il Brescia e quindi di conoscere la tifoseria giallazzurra. Un tuo giudizio sui sostenitori giallazzurri.
“La tifoseria la conoscevo già. A Frosinone avevo giocato la prima partita di un campionato di serie B. Si giocava al ‘Matusa’, ricordo che in quello stadio era una bolgia, il Frosinone era appena salito dalla serie C. La Curva era davvero un muro di entusiasmo. Ora c’è questo bellissimo stadio, aspettiamo che si possa riempire di nuovo ma già così si sente il calore dei sostenitori”.

Hai conosciuto mister Grosso, che impressione ne ricavi? Cosa vi siete detti al tuo arrivo?
“Col mister non ho parlato più di tanto. Mi ha fatto il classico ‘in bocca al lupo’ all’arrivo e comunque di lui mi hanno parlato tutti bene. E’ stato anche lui a Brescia, un po’ sapevo di lui”.

Che tipo di campionato è questa serie B, come lo vedi all’orizzonte? Ci sono squadre favorite rispetto ad altre? E come vedi il Frosinone?
“Credo che siamo di fronte ad un livello molto equilibrato rispetto alle scorse stagioni. Ci sono tantissime squadre importanti, ora sta andando bene il Pisa, magari ad inizio campionato nessuno poteva aspettarsi questo tipo di exploit da parte dei neroazzurri. Però la serie B è questa, ci sono sempre le sorprese, è sempre un campionato difficile: puoi vincere con la prima e perdere con l’ultima in classifica. E’ un campionato tosto”.

Come ti stai trovando in città? Hai avuto modo di conoscere gente?
“Sono sincero, ho girato poco perché sono arrivato da due settimane. Ero in hotel, ho trovato casa da poco. La città l’ho vista veramente poco, non la conosco benissimo ma mi sembra molto tranquilla e la cosa che mi ha colpito di più è che, andando in giro, si respira calcio. Anche la gente ha un grande calore per questa maglia”.