Presentato il progetto One Health sulle elazioni tra ambiente, salute, clima, biodiversità e qualità della vita
È stato presentato a Palazzo Murena il progetto One Health, promosso e sostenuto in modo sinergico dall’Università degli Studi di Perugia e dalla Consulta delle Fondazioni di origine bancaria dell’Umbria e dalla Fondazione Cassa d Risparmio di Terni e Narni. Il progetto, che fa riferimento a dataset sull’Umbria afferenti al periodo 2013-2025, affronta una delle grandi sfide del nostro tempo: comprendere e governare le relazioni tra ambiente, salute, cambiamenti climatici, biodiversità e qualità della vita delle comunità. Un approccio interdisciplinare e integrato che interpreta pienamente il paradigma One Health, secondo il quale la salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi costituisce un unico sistema interconnesso.
Una prospettiva che ha subito interessato le Fondazioni che lo hanno ritenuto rilevante per una regione come l’Umbria, che può ambire a diventare un laboratorio privilegiato nel quale sperimentare modelli innovativi di conoscenza, prevenzione e sviluppo sostenibile. Un modello che non si limita alla ricerca scientifica, ma che punta a produrre strumenti di governance, proposte operative e soluzioni concretamente applicabili alle politiche pubbliche e alla vita delle comunità.
Alla presentazione ufficiale del progetto, tra gli altri, erano presenti il Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Massimiliano Marianelli, l’Assessore regionale all’energia e ambiente, Thomas De Luca e la Presidente della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria dell’Umbria, Monica Sassi.
Il Rettore si è soffermato sulla centralità di mettere insieme persone, benessere e ambiente, auspicando che tale progetto di ricerca porti a conseguire esiti preziosi per il mondo accademico legato a quello della formazione e dei servizi a favore del territorio e della comunità, al fine di formare uomini e donne che sappiano leggere il cambiamento.
L’Assessore regionale elogia il progetto di ricerca per la sua visione integrata e sistemica, basato su una interdipendenza di tutti i fenomeni – che riguardano la salute umana, la salute animale, il clima, l’inquinamento, l’ambientale e la biodiversità – che provoca un evidente impatto sugli ecosistemi.
La Presidente della Consulta FBU, Monica Sassi, ha rivolto un ringraziamento al Magnifico Rettore e all’intera comunità accademica per l’impegno, la visione e la capacità di costruire percorsi di ricerca che sanno coniugare eccellenza scientifica e attenzione ai bisogni del territorio. Il Progetto rappresenta un modello di sviluppo sostenibile replicabile, che punta a trovare strumenti di governance da applicare a tutta la comunità. Questa iniziativa costituisce una nuova alleanza tra terzo settore, imprese, cittadini istituzioni e università, in linea con la responsabilità istituzionale della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria.
In questo quadro, il ruolo delle Fondazioni di origine bancaria umbre può assumere una valenza particolarmente significativa. Le Fondazioni sono chiamate, per loro natura, a promuovere il bene comune, a sostenere lo sviluppo sociale, culturale e scientifico dei territori e a favorire la costruzione di reti capaci di generare valore condiviso nel lungo periodo ove la collaborazione con il sistema universitario e della ricerca sia non soltanto un'opportunità, ma una vera e propria responsabilità istituzionale.
Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la ricerca possa uscire dai confini delle discipline e dialogare con il territorio, mettendo a disposizione delle comunità competenze, dati, strumenti interpretativi e capacità progettuale. In che modo? Attraverso un sostegno alla ricerca di frontiera e alla valorizzazione del capitale umano, in particolare dei giovani ricercatori; costruendo percorsi condivisi di trasferimento della conoscenza verso le istituzioni e i territori; promuovendo iniziative di divulgazione scientifica, educazione ambientale e partecipazione civica.
Insomma, l'Umbria come un ecosistema territoriale dell'innovazione One Health, in cui ricerca, istituzioni, imprese e comunità collaborano alla costruzione di modelli di sviluppo sostenibile, misurabili e replicabili a livello nazionale ed europeo.