Il "Grifo Festival-International Short Film-Perugia" ispirato alla campagna delle Nazioni Unite “Orange the World” contro la violenza di genere
Presentato il Grifo Festival – International Short Film – Perugia, iniziativa ispirata alla campagna delle Nazioni Unite “Orange the World” contro la violenza di genere e patrocinata dal Comune di Perugia. Il festival nasce con l’obiettivo di costruire “un mondo nuovo, dove a tutti sia data la possibilità di parlare con il proprio linguaggio” e dove i diritti fondamentali della libertà e dell’uguaglianza siano profondamente radicati, utilizzando il cinema e i linguaggi artistici come strumenti privilegiati di educazione non frontale e di partecipazione attiva.
È l’inizio di un percorso che vuole dare spazio a qualunque modalità di narrazione: al linguaggio del cortometraggio si affiancheranno quelli dell’arte, della letteratura, della scienza, con molteplici occasioni per ribadire la centralità delle relazioni umane e del sostegno reciproco che condurranno al Grifo Festival 2027.
Nel corso della conferenza stampa sono stati illustrati i temi centrali del progetto: parità di genere, riduzione delle disuguaglianze, cultura del rispetto, contrasto alla violenza in tutte le sue forme e promozione dei diritti umani.
È stato sottolineato come il festival non intenda limitarsi a contrastare gli effetti della violenza, ma a “sradicarne le radici”, proponendo un modello culturale alternativo a quello che premia aggressività e sopraffazione, a favore del sostegno reciproco, della solidarietà umana e dell’attenzione ai più vulnerabili.
La filosofia dell’associazione promotrice è quella di rimanere “sottotraccia” come singoli, valorizzando il protagonismo dei giovani e delle comunità coinvolte, affinché il festival diventi un luogo di ascolto, partecipazione attiva e costruzione condivisa di un nuovo sistema di valori.
Durante l’incontro è stato ribadito il legame diretto tra il Grifo Festival e la campagna ONU “Orange the World” contro la violenza di genere, nonché la coerenza dell’iniziativa con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, in particolare: OSS 5 – Parità di genere, attraverso la promozione di una cultura della parità di diritti e del rispetto tra uomini e donne e il contrasto agli stereotipi che alimentano la violenza. OSS 10 – Ridurre le disuguaglianze, dando voce a soggetti e comunità vulnerabili e immaginando “un mondo più giusto” in cui tutti possano esprimersi con il proprio linguaggio. OSS 16 – Pace, giustizia e istituzioni solide, grazie alla diffusione di una cultura del dialogo, del rispetto e della non violenza, in stretto rapporto con le istituzioni del territorio. OSS 17 – Partnership per gli obiettivi, ponendo il festival come piattaforma di collaborazione tra enti pubblici, associazioni, scuole, università, media e società civile. In tale prospettiva è stato richiamato con particolare soddisfazione il patrocinio e la media partnership concessi dalla RAI – Radiotelevisione Italiana, a seguito delle necessarie verifiche e valutazioni formali effettuate dalle strutture editoriali competenti.
La Direzione Comunicazione RAI ha infatti accolto la richiesta presentata dall’Associazione Grifo Festival Perugia APS, riconoscendo il valore culturale e divulgativo della manifestazione e il suo pieno allineamento alla missione di servizio pubblico, in particolare sul terreno della promozione dei diritti umani, della parità di genere e del contrasto alla violenza. Il patrocinio RAI prevede: la concessione del logo RAI, che sarà inserito su tutti i materiali di comunicazione e promozionali dell’evento, in qualunque forma (stampa, web, social, ecc.), accompagnato dalla dicitura “con il Patrocinio di”; la sensibilizzazione di Reti e Testate RAI in merito all’iniziativa, al fine di amplificare la diffusione dei contenuti e dei valori promossi dal festival. La partnership con RAI è considerata strategica per la capacità di amplificare la divulgazione dei temi di “Orange the World” e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile collegati, rafforzando il legame tra iniziativa culturale, comunità locale, istituzioni e servizio pubblico radiotelevisivo.
I promotori hanno illustrato l’approccio metodologico del festival: non “lezioni” frontali, ma coinvolgimento attivo del pubblico, in particolare dei giovani, chiamati a restituire la propria visione sui temi della parità, del rispetto e del contrasto alla violenza attraverso cortometraggi, progetti artistici e iniziative sociali. Il festival si configura così come uno spazio di espressione e di ascolto, nel quale le storie e i punti di vista emergono attraverso il cinema e altri linguaggi creativi, contribuendo a costruire un nuovo immaginario collettivo fondato su uguaglianza, rispetto e attenzione ai più fragili.
Nel corso della conferenza è stato inoltre annunciato che è in corso di definizione la partnership con CINE CIRCLE di Londra e che il prossimo 26 settembre, nell’arena londinese di CINE CIRCLE, il Grifo Festival sarà presente con un’area dedicata e con la responsabile del segmento londinese, Francesca Quici, rafforzando così la visibilità internazionale dell’iniziativa e il dialogo con il pubblico e gli operatori culturali del Regno Unito.
È stato infine evidenziato come la scelta di Perugia e di luoghi simbolici come la Sala della Vaccara – Palazzo dei Priori rafforzi il legame tra iniziativa culturale, comunità locale e istituzioni, in coerenza con la missione del servizio pubblico e con le finalità dell’Agenda 2030.
La conferenza si è conclusa con un invito alla partecipazione rivolto a istituzioni, realtà culturali, associazioni, scuole, media e cittadinanza tutta, affinché ciascuno possa farsi ambasciatore non tanto del Grifo Festival in sé, quanto del festival come strumento di diffusione dei valori di “Orange the World”: parità, rispetto, solidarietà e dialogo. L’opera d’arte quale espressione del linguaggio contro la violenza e solidarietà è stato donato dalla presidente Maria Grazia Luchetti a Francesca Di Luca primo dirigente della Divisione anticrimine della Polizia di Stato. “Non possiamo voltare lo sguardo altrove. Siamo tutti chiamati in causa”: con queste parole è stato sintetizzato lo spirito del progetto, che affida alla cultura – e in particolare al cinema – il compito di “fare la differenza” nel contrasto alla violenza e nella costruzione di un mondo più giusto.