Cambia il protocollo anti-Covid per il calcio dei dilettanti: ecco le novità

02.12.2020 18:00 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Cambia il protocollo anti-Covid per il calcio dei dilettanti: ecco le novità

Il calcio vuol ripartire. Non solo quello dei campioni. La Figc ha pubblicato l'aggiornamento del protocollo sanitario relativo alla gestione dei casi Covid nei campionati dilettantistici. Adesso si attende che la Lega Nazionale Dilettanti pubblichi il nuovo regolamento sull'obbligatorierà o meno dei tamponi e sulla gestione dei casi di positività per il rinvio o meno di una partita, almeno per quanto riguarda, nell'immediato, il campionato di serie D che ripartirà, salvo nuove variazioni, domenica 13 dicembre. A seguire le modifiche. 

Gestione dei casi di accertata positività
Con la modifica del protocollo, la gestione dei casi di accertata positività al virus SARS- CoV-2 consente il proseguimento degli allenamenti per i soli componenti del Gruppo Squadra che non siano stati identificati, in coordinamento con il SISP della ASL di competenza, come “contatti stretti” con il positivo confermato dalle ordinarie attività di “contact-tracing”.
In ottemperanza alle raccomandazioni del Ministero della Salute del 12/10/2020, non è prevista quarantena né esecuzione di test diagnostici per i contatti stretti di contatti stretti di caso, ovvero per i quali non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato nel Gruppo Squadra (soggetti negativi ai Test), a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità (vedi avanti, paragrafo“Isolamento e Quarantena - Contatti stretti asintomatici”).
In ogni caso è Obbligo del Medico Sociale o del MAP, in caso di positività al test molecolare o antigenico rapido, darne immediata comunicazione (con la collaborazione attiva dell’interessato e della Società) al SISP della ASL competente per territorio e al Medico di medicina generale dell’interessato, che rimangono “ope legis” i responsabili dei procedimenti a tutela della salute individuale e collettiva e dell’attivazione delle procedure di sanità pubblica necessarie.

Casi positivi asintomatici
Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test).

Casi positivi sintomatici
Le persone sintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).

Casi positivi a lungo termine
Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARSCoV2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia che possono perdurareper diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi.

Contatti stretti asintomatici
I contatti stretti di casi con infezione da SARS-CoV-2 confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare: un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso; oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.