All'Università per Stranieri di Perugia il convegno sull'acustica con oltre 200 partecipanti di svariati settori disciplinari diversi
Oltre 200 esperti da tutta Italia, tra urbanisti, biologi, architetti, giuristi, ecologisti e ingegneri, medici del lavoro, veterinari, neurologi, musicisti, fonici, ecc. si confronteranno sulle nuove frontiere del monitoraggio e della produzione del suono, in termini di impatto, di propagazione, di abbattimento, di filtraggio e molto altro. "Il tema del rumore è uno dei più sottovalutati nella società contemporanea, se si considera che è la seconda causa di morte prematura in Europa dopo l’inquinamento ambientale; le soglie dell’Unione Europea, poi, fissano a 55 decibel la soglia massima del rumore, ma se si adottassero i parametri più severi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si arriverebbe a considerare circa il 30% della popolazione europea come esposta a problemi di salute a causa dell’impatto acustico e quindi a prevedere una maggiore moralità; è un dato su cui riflettere e su cui lavorare in termini di prevenzione. Da qui l’importanza di appuntamenti scientifici come quello che inizia mercoledì prossimo all’Università per Stranieri di Perugia". Cosi il prorettore Francesco Asdrubali, organizzatore dell'evento e già presidente nazionale dell'Associazione Italiana di Acustica.
"Più di centodieci milioni di europei, pari al 20% della popolazione del continente, sono esposti a livelli di rumore nocivi per la salute". Aggiunge Asdrubali, nell’illustrare l’importanza che gli studi di acustica hanno in termini di prevenzione della salute, nell’imminenza dello svolgimento, a Palazzo Gallenga, del 52° Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Acustica, che aprirà i lavori mercoledì 10 giugno e li concluderà due giorni dopo. Saranno circa duecento i partecipanti all’appuntamento perugino che la comunità scientifica che studia il suono si è data, e che comprende ingegneri, architetti, fisici, biologi, giuristi, medici del lavoro, veterinari, urbanisti, neurologi, musicisti, fonici, ecc., riflettendo, nella sua transdisciplinarità, la dimensione stessa dell’ateneo che li sta per ospitare. Oltre 20 saranno le Università rappresentate, insieme al C.N.R., ad agenzie ambientali regionali e nazionali come ARPA e ISPRA, a gestori nazionali di infrastrutture e trasporti come ANAS e Ferrovie dello Stato, oltre a consulenti e liberi professionisti. Per la natura stessa della disciplina, trasversale nelle sue applicazioni, il convegno avrà un taglio generalista, accogliendo contributi di ampio spettro tematico, che spazieranno dall’acustica scolastica e degli ambienti dedicati alla formazione e all’apprendimento in genere alle malattie professionali legate all’impatto sonoro, dai materiali con cui si costruiscono i luoghi ove si produce musica alle tecniche di registrazione dei suoni emessi dagli animali per quantificarne il numero e comprenderne lo stato di salute, dall’inquinamento acustico derivato dal traffico su strada su rotaia ed etere alle nuove tecnologie .di abbattimento e riproduzione dei suoni. Tema centrale sarà ad ogni buon conto quello legato alla salute dei cittadini, come commenta il prorettore Asdrubali, organizzatore delle imminenti giornate perugine di acustica, sottolineando che "il tema del rumore è uno dei più sottovalutati nella società contemporanea, se si considera che è la seconda causa di morte prematura in Europa dopo l’inquinamento ambientale; le soglie dell’Unione Europea, poi, fissano a 55 decibel la soglia massima del rumore, ma se si adottassero i parametri più severi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si arriverebbe a considerare circa il 30% della popolazione europea come esposta a problemi di salute a causa dell’impatto acustico e quindi a prevedere una maggiore moralità; è un dato su cui riflettere e su cui lavorare in termini di prevenzione. Da qui l’importanza di appuntamenti scientifici come quello che inizia mercoledì prossimo all’Università per Stranieri di Perugia".