Al quarto anno di militanza nell'Orvietana, per Tommaso Barbini è il più felice compleanno

12.02.2026 17:30 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Fonte: Roberto Pace
Al quarto anno di militanza nell'Orvietana, per Tommaso Barbini è il più felice compleanno

“Scelsi l’Orvietana in quanto Società che gode di buona fama”. L’affermazione viene da Tommaso Barbini, al quarto anno di militanza biancorossa, che diventa proprio oggi maggiorenne. La considerazione, non richiesta, viene dal cuore di questo ragazzo che sembra possedere una saggezza profonda rispetto all’età. E’ cittadino aquesiano, quindi di Acquapendente, studia a Bagnoregio e si dedica seriamente a migliorare la crescita quale calciatore. Un percorso, il suo, iniziato indossando la maglietta dell’Etruria Calcio, Società nella quale muove i primi passi che anticipano il primo trasferimento della sua giovane carriera. Sul ragazzino, che adesso misura 184 cm, mette gli occhi la Viterbese con la quale disputa il primo campionato importante: “L’élite gialloblù è molto forte – ricorda Tommaso – e mi trovavo bene nel gruppo. Ciò nonostante, a fine stagione, decisi di trasferirmi all’Orvietana”. Ovviamente, la scelta trovò l’unanime appoggio della famiglia composta da babbo Giorgio, mamma Beatrice e dal fratello Mattia, più grande di tre anni, pure lui calciatore nel ruolo di portiere che difende la porta del Tuscania nella prima categoria laziale. Due figli, impegnati con il pallone, fanno sì che il calcio, a casa Barbini, non ricopra un ruolo di secondo piano. Però, spiega Tommy, al primo posto c’è sempre la correttezza: “ Il babbo, che di mestiere è un artigiano ottico, mi ricorda sempre che la serietà dei comportamenti paga e se si hanno degli obiettivi vanno perseguiti magari tralasciando altri aspetti caratterizzanti l’età. Mamma Beatrice, collaboratrice domestica, vigila e solitamente approva” D’altra parte, tra impegni scolastici e calcistici tempo da dedicare ad altro ne resta poco. La giornata lo porta in trasferta a Bagnoregio di buon mattino cui segue il trasferimento a Orvieto prima del ritorno a casa. Nella cittadina di Bonaventura frequenta l’Istituto Agrario. Scelta originale e lungimirante considerate le prospettive economiche e le variazioni climatiche dei nostri tempi. Frequenta la quarta classe, descrive come n.c.m il rendimento scolastico confessando candidamente come fin dal mattino i suoi pensieri si indirizzino verso gli allenamenti e il calcio, settore dove crede, molto in quello che sta facendo. A differenza di altri ragazzi e compagni di squadra si ha la sensazione di trovarsi di fronte a un tipo dotato di una forza interiore più solida per ipotizzarne un futuro in categorie anche superiori. A fine agosto, entrato nel secondo tempo di un’amichevole che vedeva i biancorossi misurarsi con i disoccupati del Lazio, siglò una rete stupenda con una botta di sinistro insaccatasi all’incrocio, segnale rilevatore, quasi infallibile, di personalità. Per il momento è in odore di rappresentativa della quarta serie nazionale oltre che punto, quasi fermo nell’undici dell’Orvietana dopo essersi ripreso dall’infortunio che lo aveva bloccato per circa un mese a inizio campionato. Conferma, con voce sicura, la forza e la completezza della compagine affidata a Nicolò Pascali. Andiamo a ritroso nel tempo per una verifica delle preferenze riguardo la posizione sul rettangolo di gioco: “Ai tempi del mio primo campionato a undici facevo l’esterno alto di sinistra con l’incarico di sfruttare la velocità e il tiro in porta. Successivamente, i vari tecnici che ho avuto, hanno ritoccato la posizione, arretrandomi e con più presenza e partecipazione nel gioco a centrocampo. Ultimamente, con mister Rizzolo ho fatto per qualche tempo la mezz’ala prima di essere il quinto in un centrocampo a cinque”. Un percorso abbastanza conforme per lui come per altri, ma avrà certamente una qualche preferenza come conferma la risposta: “ Nettamente il ruolo di mezz’ala perché ti fa entrare con più continuità nel vivo del gioco “ Aggiunge, subito, che fare il quinto o un altro ruolo va bene comunque, probabilmente per il timore di perdere qualche posizione nella lista degli utilizzati. Naturalmente, stiamo scherzando, anche riflettendo su quanto risposto alla domanda riguardo la concorrenza con i compagni più giovani come lui: “Amicizia a parte, che non si discute, sono sempre per la competizione”. Vai Tommy, calciatore a tutto tondo ma ancora libero sul piano sentimentale.