"E' inaccettabile che si pensi di far ripartire le sagre paesane! E quando sarà, che paghino le tasse!"

23.06.2020 17:32 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
"E' inaccettabile che si pensi di far ripartire le sagre paesane! E quando sarà, che paghino le tasse!"

La situazione dei ristoranti umbri è complicatissima: il 69,6% ha ripreso l’attività con personale ridotto, il 19,6% ha riaperto potendo contare solo sul lavoro dei propri familiari e una piccola percentuale di ristoratori, appena l’8,9% «e con uno sforzo sovrumano», ha ripreso l’attività con tutto il personale. Come spiega Michele Nucci su La Nazione, questo uno dei preoccupanti aspetti emersi dal questionario di Confcommercio Umbria, inviato ai propri associati. Ed è soltanto uno degli elementi che contribuisce a inasprire gli animi sul caso-sagre, dato che si ipotizza possano ripartire già nelle prossime settimane. «E’ inaccettabile che si pensi di farle ripartire - afferma Romano Cardinali, presidente di Fipe-Confocmmercio –. E quando se ne potrà riparlare, non ora, si dovrà ripartire da un concetto semplice e irrinunciabile: quello dell’equità fiscale. Stesso mercato, stesse regole» E proprio ieri pomeriggio se ne è parlato con l’assessore regionale Michele Fioroni, in un incontro chiarificatore. Dal questionario di Confcommercio emerge inoltre una riduzione dei giorni di apertura quasi solo nel fine settimana (il 23,2%), ma anche una riduzione degli orari (17,9%), che ora si concentrano in gran parte nella fascia serale, e un cambiamento nei menu proposti (39,3%), che dipende anche dalla minore disponibilità della forza lavoro impiegata. Il 21,4% sta pensando di sviluppare il delivery già sperimentato per intercettare i nuovi bisogni dei consumatori. Il 25% ha in programma di cambiare il format del proprio ristorante nei prossimi mesi. Solo per il 19,6% dei ristoratori i clienti si sono adattati tranquillamente alla nuova situazione. Per il 46,4%, sono ancora molto titubanti ed attenti. Il restante 33,9% ha paura e preferisce aspettare.