E' giusto che Fabio Caserta lasci la "cagnotta" a Massimiliano Santopadre prima di rescindere il contratto?

10.06.2021 15:03 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
E' giusto che Fabio Caserta lasci la "cagnotta" a Massimiliano Santopadre prima di rescindere il contratto?

Il giornalista Elio Clero Bertoldi pone sul piatto una questione che può dividere l'opinione pubblica. "Le indiscrezioni assicurano che la “vertenza” - o telenovela, scegliete voi - si stia, finalmente, per concludere. Che il braccio di ferro tra Massimiliano Santopadre e Fabio Caserta non sfocerà in una “Guerra dei Roses”, con Oliver e Barbara che alla fine, dopo essersele dette e fatte di tutti i colori, finiscono entrambi, nel romanzo e nel film, morti uno a fianco dell’altra. Ormai - scrive Bertoldi - sono trascorsi così tanti giorni che le parti dovrebbero essersi sfiancate, stancate di battagliare, anche se ciascuna sbandiera i propri principi e le proprie ragioni. Si può arrivare alla sfida all’ultimo sangue per un pugno di dollari? Perché di questo si dibatte: se l’uno, che ha deciso di andarsene, abbia diritto o meno a quanto stabilito nell’atto ... matrimoniale (onorari e premio promozione) o se debba - così come pretende la controparte, che si ritiene tradita dall’abbandono -, considerato che il tecnico ha deciso di rinunciare alla prosecuzione del rapporto, lasciare qualcosa, la mancia (la “cagnotta”, come la chiamavano i giocatori d’azzardo di un tempo) prima di alzarsi dal tavolo, come graziosa donazione per il croupier.

La lotta si è così incarognita da arrivare a farsi rappresentare dagli avvocati, quando si sarebbe potuto adire alla Commissione vertenze economiche. Vabbè, ognuno sceglie la strada che ritiene opportuna.

Ai tifosi ed alla comunità interessa, soprattutto, che la penosa vicenda non scada fino a toccare i toni della farsa e del ridicolo. Che almeno i litiganti non dico tornino amici - cosa impossibile a questo punto, anche se solo poche settimane fa si scambiavano abbracci e pacche calorose sulle spalle - ma che si lascino senza rancori e senza strascichi. Secondo i canoni della buona educazione o, quanto meno, della sportività, intesa alla Pierre De Cubertin".