Un passo in avanti: si parla di quando riavremo un po' di libertà ed ecco il piano

06.04.2020 17:11 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
Un passo in avanti: si parla di quando riavremo un po' di libertà ed ecco il piano

Si parla dela fase 2 della riapertura graduale dell’Italia e della convivenza con il virus: il saldo delle terapie intensive negativo e il numero dei decessi in calo per la prima volta. Per accompagnare l’uscita dal lockdown il ministro Speranza ha preparato un piano in 5 punti: distanziamento sociale e mezzi di protezione per tutti, rete di ospedali Covid su tutto il territorio, test seriologici per capire quanti sono i contagiati e un’app per verificare i contatti delle persone positive. L’obiettivo degli ottimisti è iniziare a riaprire dal 14 aprile, altri ritengono si possa procedere la settimana successiva. Di sicuro si procederà a piccoli passi. Le prime a ripartire saranno le attività produttive di supporto ai servizi essenziali come il settore della meccanica, vitale per la filiera agroalimentare. Ma anche per assicurare i ricambi dei motorini (per fare un esempio) dei postini. Così come riapriranno le attività di supporto a sanità, energia e trasporti. Sempre nel rispetto del distanziamento sociale: ragion per cui luoghi di assembramento come cinema e teatro, se tutto va bene non riapriranno prima di tre mesi. Il grosso problema da risolvere è quello della ripresa dei trasporti. Seguire le indicazioni dei medici, ovvero mantenere la distanza di un metro, entrare solo dalla porta centrale, inserire dispenser igienizzanti nei mezzi, fare prenotazioni a scacchiera non solo comporta costi elevatissimi ma è di complicata attuazione. Sarà uno dei nodi più difficile da sciogliere per la cabina di regia, proposta dal Pd e accettata tanto dal premier Conte che dalle regioni, che dovrà tracciare la road map delle ripartenze, materia che non può certo essere oggetto di decreto della presidenza. Oltre al governo e a una delegazione di presidenti di Regione, provincia e sindaci, ne faranno parte sindacati e imprenditori, esponenti del comitato scientifico e personalità. E il percorso sarà condiviso con l’opposizione. Una cosa deve essere chiara: a decidere tutto saranno ancora una volta le cifre. È vero che il numero di contagi sta calando, ma fondamentale – sottolineano gli esperti – è che il cosiddetto R0 ovvero il «numero di riproduzione di base» che rappresenta il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo arrivi a 0.6/0.7. Ovvero: un positivo deve fare mezzo contagiato.