L'Umbria dell'atletica festeggia Gabriele Frescucci, diventato in Corea del Sud nuovo campione mondiale master dei 10mila metri
L’impresa compiuta da Gabriele Frescucci, nuovo campione mondiale di corsa su strada M45, è di quelle da raccontare. In uno sport, l’atletica Master nel quale, anche vestito da iridato non esistono compensi e chi partecipa lo fa soltanto con spirito Coubertiniano nel ricordo del fondatore dei giochi olimpici moderni. Per coronare il sogno ha percorso oltre 9.000 Km portandosi a Daegu, nella Corea del Sud, dove, in questo periodo, la temperatura, nell’arco delle ventiquattro ore, scende difficilmente sotto i 40° con l’umidità quasi sempre al disopra del 90°. Nel progetto, la gara dei 10 Km era considerata outsider rispetto ai 5000 mt. in programma per il prossimo venerdì, gara per la quale era stato fatto un pensiero alla medaglia più preziosa valutando “da bronzo” la doppia distanza. Gara alle 07.00, ora locale, con sveglia a notte ancora fonda e colazione “mediterranea” con pane e marmellata trovati in loco dopo lunga ricerca. Partono in molti, solo gli M45 di cui fa parte Gabru sono 243. Concluderanno in un numero attorno ai 160 che la dice lunga sulla durezza del percorso La gara, con i 1000 mt. iniziali di studio a precedere, come usa fare, il primo allungo all’inizio dei secondi mille che provocano la prima selezione su un tracciato per nulla facile, abbastanza diverso dalle informazioni raccolte a mezzo Internet. Fisico e condizione rispondono e la corsa procede con relativa tranquillità. L’organizzazione si dimostra molto efficiente proponendo punti di ristoro abbastanza prossimi l’uno all’altro. La prova di Gabriele comincia a assumere una fisionomia più chiara con sfumature rosee ma all’inizio degli ultimi 1000 ecco la crisi che non t’aspetti causata da un disturbo gastrico. Rallenta ma non si ferma perché sa anche come resistere a contrattempi del genere. Rimette, poi pian piano si riprende. Nel frattempo, il cinese Chenggao Jiao, secondo, ha intravisto le difficoltà dell’italiano. Prova a reagire e s’avvicina pericolosamente. Non sa che il Gabru detiene notevoli capacità di resistenza alla fatica per mantenere un ritmo improbabile per altri quando c’è da sottoporsi a uno sforzo maggiore. La resilienza del campione europeo si manifesta superiore alla caparbietà di JIAO. Gabru taglia il traguardo con 4” di vantaggio diventando Campione del Mondo. Nella testa del campione della Stazione scattano i flash di una carriera iniziata, quasi per caso, venti anni addietro seguendo il piano di preparazione del fratello, Marco, per la staffetta del Corpus Domini. Il prof. Franco Picchialepri, che vede lungo, lo nota convincendolo a provare. E’ la pedana di lancio per costruire la carriera. “ Le mie giornate durano 22 ore. Le due che restano sono solo per l’atletica. Arrivano i primi successi a carattere locale seguiti dalle vittorie nelle gare regionali, titoli italiani e il Bronzo agli europei di Pescara. Nel 2025 si laurea campione europeo. Da quel momento parte il progetto mondiale il cui epilogo è quello di sabato scorso. Attenzione, però! Il mondiale coreano è solo una tappa di un giro che Gabriele intende assolutamente continuare per divertimento. Oramai, i sogni sono tutte realtà anche se venerdì chissà………. Quale ultima notazione fa piacere ricordare l’ingresso di Gabriele nel circolo dorato dei Campioni orvietani nel quale sono già presenti, Romolo Pelliccia e Valeria Pedetti. Tanti ori, altrettanti record continentali e mondiali conquistati da tre orvietani provenienti da una cittadina con meno di ventimila abitanti della quale non si parla altro che di decadenza ma che a livello sportivo riesce ancora a esprimere individualità, e non solo, di grande valore difficilmente ripetibili in altre comunità di pari grandezza.