Città di Castello ha ricordato l'amico giornalista Fabio Pelosi e la sua "Calciogiovane '90"

26.08.2026 17:30 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Fonte: Antonello Menconi
Città di Castello ha ricordato l'amico giornalista Fabio Pelosi e la sua "Calciogiovane '90"

Al "Corrado Bernicchi" l'apposizione di una nuova targa alla tribuna stampa a lui intitolata, contestualmente alla presentazione della kermesse di calcio giovanile. Stretta attualità, ed un legame col passato che non è possibile dimenticare: tutto questo è stato l'incontro presso la tribuna stampa del "Bernicchi", in cima alla gradinata, ove si è parlato di Calciogiovane 90 e di Fabio Pelosi. Due elementi inscindibili, dal momento che il noto giornalista scomparso 11 anni or sono (ed oggi, incredibile coincidenza, sarebbe stato il suo 73esimo compleanno) fu l'iniziatore della manifestazione 36 anni or sono assieme a quel Sergio Bartoccioni ancora bene in sella. Ed è toccato proprio al patron delineare le caratteristiche di quella che é ormai evoluta da 3 anni in Calciogiovane nei Borghi: 6 realtà coinvolte (oltre Città di Castello, Monte s.Maria Tiberina, Citerna, Montone, Pieve s.Stefano e Monterchi) nella due giorni del 5 e 6 settembre, in campo i Pulcini 2016 con clubs provenienti da tutta Italia isole comprese. Riccardo Carletti, assessore allo sport, ha evidenziato per l'amministrazione comunale tifernate il ruolo di rilievo della kermesse, mentre al vicepresidente del Comitato umbro della Figc Claudio Tommassucci è spettato il compito di ribadire il pieno appoggio delle istituzioni calcistiche regionali ad un evento ormai 'storico'.
Si è poi passati all'aspetto più sentito dell'appuntamento, vale a dire la scopertura della targa che ricorda Pelosi: vi hanno provveduto la signora Bufalini e Luca e Lorenzo (rispettivamente zia e cugini del compianto cronista). Non prima che Renato Borrelli - presentatore dell'appuntamento nonché amico fraterno - ricordasse con toni commossi la figura di Fabio: al pari del presidente del Consiglio comunale di Città di Castello Luciano Bacchetta e del vicesindaco Giuseppe Bernicchi. C'erano anche tanti amici (pure il numero uno di Polisport Stefano Nardoni), i quali non son voluti mancare ad un atto che rinnova l'apposizione della targa del 2016 (era il primo anniversario della scomparsa, l'originale -un po'... maltrattato dal tempo che scorre- abbisognava di una sostituzione: vi ha provveduto direttamente Bartoccioni, mastro orafo). Quindi il capo ufficio stampa del Comune tifernate - compito che fu dello stesso Fabio - Giorgio Galvani, nel ribadire assieme al collega Marco Baruffi con affetto e commosso ricordo la figura simbolo dell’amico e maestro di professione, ha portato il saluto del presidente dell’Ordine dei Giornalisti umbro Luca Benedetti: “significativo e importante quello che è accaduto oggi a Città di Castello con una sentita e partecipata cerimonia. I presidi della memoria che ricordano i giornalisti scomparsi che si sono impegnati, come Fabio Pelosi, non solo nella loro attività quotidiana ma anche per fra crescere in diversi settori le proprie comunità locali, sono dei veri e propri punti di riferimento”. Anche l’Ussi (Unione stampa sportiva italiana) dell'Umbria ha inteso far sentire nella circostanza la propria voce partecipe: il presidente Antonello Ferroni, attraverso il delegato Paolo Puletti, ha definito l’evento “una occasione duplice per commemorare un collega che ha fatto la storia dell’informazione locale, lasciando un segno indelebile e sempre vivo anche ad undici anni dalla scomparsa, così come di promuovere una iniziativa tra le più longeve e benemerite della nostra regione riservata ai calciatori in erba. Cogliamo l'occasione per segnalare l'iniziativa di Ussi nazionale che in proprio in questi giorni ha dato mandato ai gruppi regionali di censire i luoghi dedicati alla memoria dei giornalisti sportivi che non ci sono più per realizzare una apposita mappatura allo scopo di tenerne ancor più salda e duratura la memoria”. Nutrita anche la rappresentanza dei giornalisti tifernati, desiderosi di onorare la memoria di un collega che ha lasciato un segno indelebile: grazie a doti non comuni come la sottile ironia, la fine arguzia, in generale uno sguardo attento ed originale sulle vicende della propria città.