Sabato 26 ad Orvieto il “Primo Memorial di Baskin Alberto Nannarelli”

22.09.2026 18:00 di  Redazione Perugia24.net   vedi letture
Fonte: Federica Sartori
Sabato 26 ad Orvieto il “Primo Memorial di Baskin Alberto Nannarelli”

Attesa per il “Primo Memorial di Baskin Alberto Nannarelli”, in programma il 26 settembre ad Orvieto. Inclusione, legami e collaborazione sono le basi del Baskin, le stesse priorità dell’ingegnere orvietano. Come spesso accade, le migliori idee nascono dalle necessità. L’intreccio, nel caso del Baskin è parola fondamentale e azzeccata, sì l’intreccio tra intelligenza, determinazione e sensibilità è riuscito a trasformare una difficoltà in opportunità. Dalle parole sport, disabilità e inclusione è nato il Baskin, unione di "basket" e "inclusivo". Ogni squadra è composta da giocatori con disabilità mentali e fisiche di vari gradi, accanto ad atleti con competenze elevate di pallacanestro (equivalenti ai normodotati esperti o agonisti) e necessariamente essere miste anche dal punto di vista del sesso e dell'età. Insomma, i sei giocatori rappresentano ‘tutti noi’ e gli incontri sono disputati in virtù di un sistema di regole creato per adattarsi ai giocatori e non viceversa come invece è consuetudine in tutti gli altri sport. Grazie all’ “Associazione Corrado Spatola”, nata in ricordo dei lunghi anni trascorsi sui campi di basket umbri dall’orvietano (Corrado Spatola) prematuramente scomparso diciotto anni fa, nasce il “1° Memorial Alberto Nannarelli”. Sabato 26 settembre, presso la Scuola Secondaria di Primo grado "Luca Signorelli" di Piazza Marconi, sarà una giornata dedicata al Baskin e agli altri sport inclusivi. La mattina, a partire dalle 9:30, si svolgerà un convegno dedicato agli ‘impatti sociali delle politiche inclusive sviluppabili attraverso lo sport’. Nel pomeriggio, dalle 15, verrà dato invece spazio al Torneo di Baskin. Il presidente dell’Associazione Spatola, Andrea Spatola, afferma «Volevamo ricordare l’ingegnere orvietano Alberto Nannarelli, che fin da ragazzo amava trovarsi sui campi di pallacanestro, e ci è sembrato del tutto naturale farlo organizzando un torneo di Baskin. Alberto era un ingegnere, un professore universitario, una mente di studioso ma soprattutto una persona che dell’inclusione, della socializzazione, della collaborazione ha fatto le fondamenta della propria vita.»

Nato a Orvieto nel 1963, dopo la laurea in Ingegneria elettronica alla Sapienza di Roma si è trasferito negli Stati Uniti, nello specifico a Irvine presso l’University of California, dove ha conseguito prima il Master e poi il dottorato in Electrical and Computer Engineering. Tornato a Roma lavorò come ricercatore post-doc all’Università di Roma Tor Vergata dal 1999 al 2003, anno in cui si è trasferito a Lyngby, città a una ventina di chilometri da Copenaghen, quale professore alla Technical University of Denmark, trascorrendovi i successivi vent’anni. Un professore, uno scienziato, ma prima di tutto un uomo attento, brillante, disponibile che riusciva a instaurare rapporti sinceri e intensi con i colleghi e gli studenti, diventando in breve tempo un solido punto di riferimento. Profondi i rapporti con i molti amici, della natìa Orvieto e poi quelli conosciuti in giro per il mondo. Le radici più forti erano rappresentate dalla famiglia d’origine, genitori, sorella, nipoti e da quella che aveva creato, moglie e due figlie. Radici che, seppur lontano fisicamente, rimanevano ben salde a Orvieto. Lavorare con studenti e ricercatori di tutto il mondo lo rendeva, nel modo più sincero e spontaneo possibile, una sorta di ‘guida’, di fratello maggiore, di amico in modo particolare per gli italiani. Durante gli anni in Danimarca, accanto alla passione e alla determinazione con cui svolgeva la propria professione, dedicava il tempo libero ad attività come basket e ciclismo. Amava il gruppo, il gioco di squadra, nel lavoro come nelle ore libere. Il profondo legame con Orvieto riguardava gli affetti familiari e di amicizia, ma un posto speciale lo aveva anche il basket che praticava fin da ragazzino tanto che più di una volta è tornato in campo in occasione del torneo dei Quartieri di Orvieto, le ultime volte nella categoria Over 50. In tempi recenti si era appassionato al Baskin, accogliendo con entusiasmo la nuova disciplina e proprio per questo l’Associazione Corrado Spatola ha deciso di ricordarlo con il “1° Memorial Alberto Nannarelli”, manifestazione che si inserisce nel "Disability Pride". La famiglia di Alberto è grata all'Associazione "Corrado Spatola" per volerlo ricordare con lo sport che così tanto amava. L’impegno professionale dell’ingegner Nannarelli era di ricerca e i temi l’ingegneria, l’innovazione, l’intelligenza artificiale ma la profonda umanità che lo contraddistingueva faceva così tanto la differenza che la sua non era una ‘semplice’ partecipazione alle attività scientifiche ma l’indispensabile valore aggiunto nell’organizzarle e farle crescere. Fu Co-Program Chair nel 2013, General Chair nel 2021 e membro dello Steering Committee per molti anni, occupandosi anche delle modalità gestionali del sito del Symposium. Nel corso degli anni ha dedicato tempo e studi, professionalità e passione all'ARITH, la comunità scientifica mondiale dell’aritmetica dei calcolatori. Riuscire a far entrare in contatto, ma soprattutto in sintonia e collaborazione, studiosi di tutto il mondo rappresentava per l’ingegner Nannarelli una soddisfazione enorme, convinto com’era che solo creando occasioni simili sarebbero potute nascere nuove e importanti idee. La propria esistenza era un intreccio di persone e interessi, di priorità e desideri, di studio e comunità. Se intravedeva la possibilità di una grintosa ma sana partecipazione, se l’elemento base era l’unione, se poteva nascere la necessità di spronare uno studente, quello era il luogo ideale di Alberto. Sapeva star bene da solo, consapevole che altrimenti non avrebbe mai potuto star bene in un gruppo, e proprio partendo da questo principio riteneva che fosse determinante il lavoro di ‘squadra’, l’unione delle persone non per uno scarico di responsabilità e di impegni, ma al contrario per arrivare più lontani. Insieme. Uniti. Gli uni accanto agli altri, pronti ad aiutare e a essere aiutati. Le fondamenta dell’inclusività, che altro non sono che i princìpi cardine del Baskin. Gli amici di Orvieto, in primo luogo l’Associazione Corrado Spatola, non potevano che scegliere il Baskin, che rappresenta l’inclusione nel suo significato più ampio e collettivo, per ricordare Alberto.