No! “Continua la lenta discesa dei nuovi casi di Covid, ma si intravedono segnali di aumento della circolazione del virus”

07.05.2021 09:30 di Redazione Perugia24.net   Vedi letture
No! “Continua la lenta discesa dei nuovi casi di Covid, ma si intravedono segnali di aumento della circolazione del virus”

Scendono tutti i numeri ma bisogna fare attenzione poiché da alcuni precoci segnali emerge il rischio della ripresa del Covid tra la popolazione. È quanto emerge dal monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, riferito ai giorni che vanno dal 28 aprile al 4 maggio. Rispetto alla settimana precedente, il monitoraggio rileva una diminuzione di nuovi casi (78.309 vs 90.449, pari a -13,4%) e decessi (1.826 vs 2.279, che corrispondono a -19,9%). In calo anche i casi attualmente positivi (413.889 vs 448.149), le persone in isolamento domiciliare (393.290 vs 425.089), i ricoveri con sintomi (18.176 vs 20.312) e le terapie intensive (2.423 vs 2.748). I dati evidenziano una discesa della pressione sugli ospedali: -325 in terapia intensiva (-11,8%) e -2.136 ricoverati con sintomi (-10,5%). Presentano il segno meno anche altre variazioni: -31.799 isolamento domiciliare (-7,5%) e -34.260 casi attualmente positivi (-7,6%).

“Continua la lenta discesa dei nuovi casi settimanali – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – anche se s’intravedono precoci segnali di aumento della circolazione del virus”. Innanzitutto, il lieve incremento dell’Rt medio calcolato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) sui casi sintomatici che nel periodo 7-20 aprile è di 0,85 (range 0,80-0,91) rispetto a 0,81 (range 0,77-0,89) del periodo 31 marzo-13 aprile. In secondo luogo, come rilevato dall’ultimo bollettino dell’Iss, dalla prima metà di aprile la risalita dei nuovi casi nelle fasce 3-5 e 6-10 anni, verosimile conseguenza della ripresa delle attività scolastiche in presenza.

“Con il progressivo calo dei nuovi casi – aggiunge Renata Gili, responsabile ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe – continua a ridursi la pressione sugli ospedali, dove le curve dei posti letto occupati in area medica e terapia intensiva continuano a scendere da 4 settimane consecutive”. In dettaglio, area medica: la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile (n. 29.337), con una discesa del 38 per cento in 29 giorni. L’occupazione dei posti letto da parte dei pazienti Covid resta sopra la soglia del 40 per cento in 2 regioni (Puglia al 42% e Calabria al 44%). Terapia intensiva: la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile (n. 3.743), con una discesa del 35,3 per cento in 29 giorni, la soglia di saturazione del 30 per cento risulta ancora superata in 4 regioni (Marche al 33%, Puglia al 34%, Lombardia al 37% e Toscana al 38%). “Anche il numero dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva sta progressivamente diminuendo – dichiara Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe – con una media mobile a 7 giorni di 135 ingressi/die”.

“Nella fase discendente della terza ondata – conclude Cartabellotta – emerge un incremento dei casi in età scolare, senza dubbio influenzato anche dalle attività di screening e tracciamento dei contatti. Se l’aumento dei nuovi casi nella popolazione scolastica era atteso, la scelta politica di riprendere le attività in presenza non è stata accompagnata da nuove linee guida per contenere la maggiore contagiosità della variante inglese. In ogni caso, in un’Italia quasi tutta gialla e con coperture vaccinali insufficienti per arginare la circolazione del virus, è fondamentale rimarcare l’importanza dei comportamenti individuali: distanze, mascherine e aria aperta devono essere le parole chiave dei prossimi mesi, insieme alla ‘corsa’ al vaccino non appena arriva il proprio turno”.